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L'originalità, in un gruppo come gli Incapacity, penso non la cerchi proprio nessuno; e in effetti, anche in questa seconda uscita, loro non hanno nessuna intenzione di cacciar fuori qualcosa di nuovo. Piuttosto mettono su un compendio del metal degli ultimi 15 anni, in cui uniscono il death floridiano, quello svedese, passaggi della serie wannabe Morbid Angel, incursioni al limite del grind e cavalcate thrash, refrain alla Dissection, digressioni punkeggianti persino, fino a sfociare -in alcuni dei brani- in ritornelloni in pieno Gothenburg style, il cui effetto, dovuto al contesto tutt'altro che melodico in cui sono inseriti, lascia un po' perplessi. Tuttavia le idee contenute in questi 40 minuti non sono da buttare via: ciò che affossa il disco è più che altro la produzione, che pompa i bassi ma costringe le chitarre ad arrancare sotto al baccano infernale della doppia cassa e del growl, e che rende tutto confuso per la durata del lavoro impedendo così un ascolto ottimale del sottobosco di basse frequenze che anima le canzoni. Ciò rende il tutto monolitico e massiccio, nonostante alcuni passaggi più evidenti; insistendo un po' si riesce ovviamente a penetrare la struttura dei pezzi, ma certo è che un suono del genere non incoraggia molto l'ascoltatore. Se a livello acustico ci troviamo di fronte a risultati modesti, lo stesso non sarebbe giusto dire del songwriting: "Grand Future Disease" azzecca uno dei migliori riff del death metal recente, e in giro per il disco si trova materiale per tutti i gusti. Nulla di eccelso, ma forse ci si può accontentare.
mcafee antivirus scancia factbook united states Emanuele "Maraska"
Voto:
6 e 12
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