|
La foto in copertina di un individuo attrezzato a gran galà che se ne sta in posa Alex di Arancia meccanica nel Korova Milk Bar promette bene: "Smash" è un disco deviato. Ma deviato in toto, intendo: tutte le quattordici tracce sono state realizzate assemblando samples in modalità si direbbe random e il risultato è quello di una techno minimale anti-ritmica che si avvicina a stento alla scuola Warp più purista di Aphex Twin & Friends, se non in episodi sporadici come l'ultima "Radio Caca" (titolo epocale, nda). Una contraddizione dietro l'altra si susseguono in quello che, per essere un debutto, è piuttosto disarmante e lascia parecchia curiosità su come diavolo possa suonare un eventuale seguito. Ci siamo anche chiesti come abbia fatto un giovane parigino -Jackson Forgeaud- a trovare terreno fertile per imporre un sound tanto lontano dalle richieste clubbistiche della Francia odierna, ma tutto sommato andando a ritroso nel suo curriculum notiamo che aveva già lavorato con Mr. Oizo, Air e M83; ed assieme al suo gruppo di computer per questo "Smash" ha ricevuto aiuto di Mike Ladd (polistrumentista e produttore stimato nell'underground newyorkese) e persino di mamma Paola Moore (cantante folk/blues) per qualche cantato. Per rendere un'idea anche vaga di come "Smash" suona, provate a mettere un disco dei Daft Punk e uno di Autechre contemporaneamente mentre in televisione state saltando canale tra "So 70s" e "So 80s": sarete come strattonati da quattro braccia diverse che vi tirano in parti opposte e, dopo venti minuti massimo, l'unica speranza è che il buon Creatore vi faccia saltare il contatore.
Tiziana Brombin
Voto:
6,5
|