JAZKAMER

"Metal Music Machine"

(Smalltown Superjazzz)

2006

1. Friends Of Satan
2. The Worms Will Get In
3. Abomination
4. Metal Music Machine
5. Occult Glider

Prescindibile e in ultima analisi irritante svisata ‘metal’ per il temibile marchio norvegese (ovvero l’iperattivo Lasse Marhaug – oltre cento le emissioni a cui ha preso parte – e il pacifico John Hegre), che per l’occasione abbandona le “doppie” nel proprio moniker e, come prassi da quando quei cialtroni dei Sunn O))) hanno “nobilitato” il metal anche nei circoli “che contano”, dimostra di volersi pure “sporcare le mani” coinvolgendo nel progetto un paio di metallari zozzi (a caso) tra cui Ivar degli Enslaved e Tizio e Quell’Altro dagli innocui Manngard. Bisogna comunque ammettere che il programma parte in quarta, con i sei minuti dell’iniziale Friends of Satan (anche la deliberata idiozia nei titoli fa parte del pacchetto completo “Artisti Che Giocano A Fare I Metallari”) che è un tour de force a rotta di collo tra Lightning Bolt, Bloodlet e primi Hella magari innocuo ma senz’altro coinvolgente e divertente (al contrario di quella palla al piede che è il disco di Zach Hill & Mick Barr, tanto per restare in ambito “metal “””colto””””). Peccato che poi, nell’ordine: il secondo pezzo è un’inenarrabile rottura di coglioni black-doom (quel genere di roba che fa tirare il cazzo a Greg Anderson ultimamente, per intenderci) che ripete lo stesso identico riff per sedici minuti, il terzo pezzo è una scoreggina cyber-thrash che vorrebbe emulare i Voivod di Negatron con esiti imbarazzanti, il quarto pezzo è un’indigeribile brodaglia industrial-grind che pare raccattata dal cassonetto dei rifiuti dei Locust e – per finire – il quinto pezzo è una serie di riffettini “alla Orthrelm” messi in loop e sovrapposti fino al prevedibile marasma noise saturato finale. Un’autentica presa per il culo, quel genere di dischi fatti apposta perché l’ascoltatore si autoconvinca, facendo mostra di apprezzarli, di essere incredibilmente arguto, smaliziato e “avanti”; ma non c’è il minimo progetto, nemmeno l’ombra di un’idea a sorreggere questa inoffensiva baracconata così distante, per intenti e riuscita, dal recentissimo Panic (nuovamente a nome Jazzkammer) fresco di emissione, di cui presto (e con piacere) parleremo su queste stesse pagine.


Dragone Nervoso

Voto: 4,5

www.jazzkammer.com

 
Le Altre Opinioni Di Moonlight69

A me invece il disco ha colpito perchè mi sembra molto "indietro" e la cosa mi diverte un casino. Stupido, stereotipato, chiassoso e sporco, quindi divertente. Non sento l'alone di garmite né intravedo i metallini con la pipa e il taccuino, qua solo true metallari sporchi di grasso e con la maglietta dei Desaster. Se passo questo disco all'ascoltatore medio di Garm, mi ritorna indietro commentato in questo modo: "ma che e' questo schifo... che titoli da cretini, suvvia" (salvo cambiare opinione dopo aver capito che i Jazzkammer sono intelligenti e non hanno le borchie in giro per la cameretta), se lo passo al fanatico dei Desaster mi trovo a scapocciare e a fare le cornine in cameretta. Poi boh, se i Jazkammer si sentono "colti" per queste trashate, affari loro.

Voto: 7,5

Shub Niggurath