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Prescindibile e in ultima analisi irritante svisata ‘metal’ per il temibile marchio norvegese (ovvero l’iperattivo Lasse Marhaug – oltre cento le emissioni a cui ha preso parte – e il pacifico John Hegre), che per l’occasione abbandona le “doppie” nel proprio moniker e, come prassi da quando quei cialtroni dei Sunn O))) hanno “nobilitato” il metal anche nei circoli “che contano”, dimostra di volersi pure “sporcare le mani” coinvolgendo nel progetto un paio di metallari zozzi (a caso) tra cui Ivar degli Enslaved e Tizio e Quell’Altro dagli innocui Manngard. Bisogna comunque ammettere che il programma parte in quarta, con i sei minuti dell’iniziale Friends of Satan (anche la deliberata idiozia nei titoli fa parte del pacchetto completo “Artisti Che Giocano A Fare I Metallari”) che è un tour de force a rotta di collo tra Lightning Bolt, Bloodlet e primi Hella magari innocuo ma senz’altro coinvolgente e divertente (al contrario di quella palla al piede che è il disco di Zach Hill & Mick Barr, tanto per restare in ambito “metal “””colto””””). Peccato che poi, nell’ordine: il secondo pezzo è un’inenarrabile rottura di coglioni black-doom (quel genere di roba che fa tirare il cazzo a Greg Anderson ultimamente, per intenderci) che ripete lo stesso identico riff per sedici minuti, il terzo pezzo è una scoreggina cyber-thrash che vorrebbe emulare i Voivod di Negatron con esiti imbarazzanti, il quarto pezzo è un’indigeribile brodaglia industrial-grind che pare raccattata dal cassonetto dei rifiuti dei Locust e – per finire – il quinto pezzo è una serie di riffettini “alla Orthrelm” messi in loop e sovrapposti fino al prevedibile marasma noise saturato finale. Un’autentica presa per il culo, quel genere di dischi fatti apposta perché l’ascoltatore si autoconvinca, facendo mostra di apprezzarli, di essere incredibilmente arguto, smaliziato e “avanti”; ma non c’è il minimo progetto, nemmeno l’ombra di un’idea a sorreggere questa inoffensiva baracconata così distante, per intenti e riuscita, dal recentissimo Panic (nuovamente a nome Jazzkammer) fresco di emissione, di cui presto (e con piacere) parleremo su queste stesse pagine.
Dragone Nervoso
Voto:
4,5
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