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Ricordiamo Jessica Bailiff per il suo esordio “Even In Silence”, piccolo capolavoro registrato su un semplice 4 piste che nel 1998 univa slo-core, folk e richiami ai Flying Saucer Attack sotto una coltre di feedback e dissonanze. Già il secondo “Hour Of The Trace” provava ad abbracciare sonorità leggermente più convenzionali, ma il risultato era ancora credibile e meritevole d’attenzione. Con gli anni però qualcosa si è rotto, e la Jessica che ritroviamo oggi (ad un lustro di distanza dall’ultimo lavoro solista) si è svincolata in maniera definitiva da quegli entusiasmanti esperimenti. Degli esordi ci resta la sua voce un po’ shoegaze e qualche innocua distorsione piazzata qui e lì (specialmente nella seconda metà del disco), per il resto viene privilegiata come non mai la parte folk, con canzoncine acustiche tanto innocue e posate quanto poco ispirate. Cantautrici di questa risma ne abbiamo ascoltate anche troppe, più che di svolta verso lidi maturi penso si possa parlare di vero e proprio smarrimento della personalità: ci auguriamo la ritrovi presto, mal che vada continueremo a deliziarci le orecchie con “Even In Silence”.
Tony Aramini
Voto:
5
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