JOHNNY MARR & THE HEALERS

"Boomslang"

(I Music)

2003

1. The Last Ride
2. Caught Up
3. Down On The Corner
4. Need It
5. You Are The Magic
6. InBetweens
7. Another Day
8. Headland
9. Long Gone
10. Something To Shout About
11. Bangin' On

Le carriere da separati di Morrissey e Johnny Marr vivono di due parallelismi: non hanno mai fruttato nulla che si avvicinasse ai livelli sovrumani degli Smiths, e sono costellate di alti e bassi. Provando a tirare le somme tra i due è il primo a vincere, dato che Marr le migliori cose post-Smiths le ha fatte coi The The, i cui meriti vanno dunque essenzialmente a Matt Johnson, mentre Morrissey anche nei suoi lavori più scialbi è riuscito ad intrattenerci con alcuni dei migliori testi di sempre. Nel 2000, all’indomani del terzo –fallimentare- album degli Electronic (Bernard Sumner e Neil Tennant completavano con lui il triumvirato), Marr decide di ripartire da zero con un progetto in cui dare finalmente completo sfogo al suo songwriting. Completano la formazione altri due reduci: il bassista Alonza Bevan (ex Kula Shaker) e il batterista Zak Starkey (il figlio di Ringo Starr che in vita sua trasmigrerà per un indefinito numero di bands prima di trovare stabilità negli, aehm, Oasis). Scopriamo subito le carte in tavola dicendo che “Boomslang” è uno dei peggiori dischi usciti dall’inizio del nuovo millennio, né più ne meno: un insipido polpettone BritPop che avrebbe suonato in ritardo già nel 1996. Non uno spunto che risalti tra la mediocrità generale, non un’intuizione felice che lasci il minimo segno: 50 minuti all’insegna del nulla. Non stupisce che dopo l’uscita di questo lavoro il signor Marr sia sparito dalla circolazione per quasi un paio d’anni, probabilmente la vergogna di mostrarsi in giro era troppa; si è riparlato di lui nel dicembre del 2005, quando si è esibito con Andy Rourke (suo compagno ai tempi degli Smiths) ad un benefit per la lotta contro il cancro. Speriamo ci risparmino la reunion, almeno loro.


Tony Aramini

Voto: 4

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