JULIANA HATFIELD

"Made In China"

(Ye Olde)

2005

1. New Waif
2. What Do I Care
3. Stay Awake
4. On Video
5. Hole In The Sky
6. Oh
7. My Pet Lion
8. Going Blonde
9. Rats In The Attic
10. Digital Penetration
11. A Doe And Two Fawns
12. Send Money

Forse sarebbe fin troppo semplicistico affermare che Juliana Hatfield ci piace perché riesce a stupire senza essere rivoluzionaria, ma in effetti non saremmo così lontani dalla verità. L’anno scorso le atmosfere pacate di “In Exile Deo” avevano preannunciato una sterzata adulta e matura su cui in pochi avrebbero scommesso a quel punto, ed oggi, con altrettanto stupore, vediamo la Hatfield cambiare di nuovo completamente le carte in tavola. E la cosa un po’ spaventosa è che alla fine della mano la vincitrice risulta sempre e comunque lei. “Made In China” riscopre dunque l’amore per il rumore e la distorsione, ma lo fa in maniera meno ingenua rispetto ai dischi passati, segno che la svolta del precedente album era un qualcosa che trascendeva l’aspetto unicamente musicale. Pur essendo tutti i pezzi accomunati da questa voglia di recuperare le sonorità dell’Indie Rock americano dei primi anni ’90, non si può certo dire che ci troviamo di fronte ad un lavoro che pecca di varietà, tutt’altro: le anime della musica di Juliana emergono a turno per creare un insieme di umori assai composito. A predominare sono le sensazioni di amarezza e rancore che ritroviamo sia nei pezzi più rabbiosi (la doppietta iniziale “New Waif”/What Do I Care”, “Oh”) che in ballads malinconiche come “Hole In The Sky” e “Rats In The Attic” (rilassata la prima, più violenta la seconda), ma la facciata più solare non passa affatto in secondo piano: dalle prime avvisaglie di “On Video”, fino all’ottimo pop distorto di “Digital Penetration” e “Going Blonde”, con cui la Hatfield si conferma ancora una volta maestra nell’uso di certo umorismo all’interno delle lyrics. Ci piace anche per questo.


Tony Aramini

Voto: 8

www.julianahatfield.com