|
A due anni dal felice esordio di "Last Exit", il duo canadese dei Junior Boys ritorna in gran forma spezzando l'afa estiva con un nuovo album di synthpop tra i più freschi in circolazione ultimamente. Ammettendo che non si tratta di un ascolto così superficiale come parrebbe, Jeremy Greenspan e Matt Didemus calcano la mano sull'elettronica rispetto all'esordio, riferendosi quasi totalmente alla fortunata scena anni '80 pur riuscendo tuttavia a collocarsi nella contemporaneità senza dar sospetto di fare del becero ed esclusivo revival. Se siete affezionati all'eterogeneità di casa Domino e cercate qualcosa che di avanguardia elettronica non ecceda troppo (Four Tet) ma nemmeno che non la tocchi affatto (The Pastels), i Junior Boys sapranno forse esaudire le più scettiche aspettative, grazie alla loro ricetta di combinazione di paradosso tra elementi decisamente malinconici ("Count Souvenirs") ed altri più sereni e spensierati ("The Equalizer"). Sullo scheletro di ritmiche ballabilissime si muovono muscoli che molto attingono dall'ambient ma che non prevalgono mai in maniera determinante, quanto piuttosto vanno ad arricchirlo e a definire meglio le melodie, a loro volta accompagnate a cantati decisamente catchy difficilmente noiosi. Ognuno dei brani di "So This Is Goodbye" è affascinante quanto basta per non risultare di troppo, e ci auguriamo che resti tra i dischi più graditi dell'anno in corso, se non altro per i nostalgici.
Tiziana Brombin
Voto:
7+
|