KASABIAN

"Kasabian"

(BMG)

2004

1. Club Foot
2. Processed Beats
3. Reason Is Treason
4. ID
5. Orange (Interlude)
6. LSF (Lost Souls Forever)
7. Running Battle
8. Test Transmission
9. Pinch Roller (interlude)
10. Cutt Off
11. Butcher Blues
12. Ovary Stripe
13. U Boat

Kasabian: un debutto arrogante per una generazione arrogante. Dall’underground indie elettro-rock di Leicester, UK nasce questo quartetto emergente composto dal cantante Tom Meigham, dal chitarrista e programmatore Sergio Pizzorro, dal secondo chitarrista Christopher Karloff, e dal bassista Chris Edwards. Le influenze si individuano nella terra natale, quindi Stone Roses, Oasis, Blur, ultimi Primal Scream, un generico brit-pop che cerca apparentemente di emanciparsi ed evolversi omaggiando l’elettronica. Il loro nome richiama Linda Kasabian, affiliata della setta satanica di Charles Manson che progettò l’assassinio di Sharon Tate nel 1969, e che per quell’occasione guidò l’auto della fuga. Provocante, quindi, con un significato profondo, vuol’essere. Questi ragazzi sono talmente cattivi e rockstars come si deve che, durante una trasmissione sulla BBC, Top Of The Pops ci terrei a precisare, hanno creato scompiglio tentando di mostrare il loro deretano alle telecamere. Altro che Sex Pistols. Prevedibile e pretenziosamente melodico, esaltante e “già sentito”, sarà sicuramente uno dei dischi dell’anno per i requisiti che ne pronosticano ampi consensi da(l resto della) critica e pubblico, specialmente dopo la data italiana del 29\01\2005 al Transilvania di Milano: esaltanti, infiammanti, dissero di loro. Non condivido, mi dispiace. Questo disco non mi convince. Studiato per piacere, con un suo sound riciclato alla perfezione. Che oltre all’apparenza non va, “per principio”. La loro ascesa ed infestazione del mainstream si deve all’iniziale ottimo giudizio dell’inglese NME (New Musical Express), che ne tesse le lodi e giudica il loro disco uno dei migliori del 2004. Tuttavia, c’è da dire che il 2004 non sia stato particolarmente generoso in termini di buoni album sganciati sul mercato, è tollerabile che si valutino le cose mediocri come cose buone quando il resto è decisamente di livello inferiore. Mi dispiace ancora una volta, ma non riesco a restare indifferente di fronte alla perpetuazione di una presa per il culo. Specialmente quando non ha un briciolo di spessore, neanche dilettevole. I singoli estratti precedenti l’album sono addirittura quattro: Processed Beats per primo (ottobre 2003) L.S.F. (colonna sonora di una ben nota pubblicità), Cutt Off, e Club Foot. Tutte le altre canzoni sono un riempitivo, talvolta banale, talvolta nemmeno quello. “Running Battle” ruba un intro a “A Forest” dei Cure, il cantato “L.S.F.” ruba i peggiori difetti di Lee Ranaldo dei tempi di “Dirty”, il remix di “Club Foot” (fantastico, un remix su un disco indie-alternativo) riporta inevitabilmente alla conturbante “Miss Lucifer” dei Primal Scream di Evil Heats, “Sand Clit” strizza l’occhiolino alla splendida sperimentazione elettronica che ha reso immortali i Radiohead di Amnesiac.
 
E poi? E poi basta.
 
Ah, chicca: "Kasabian" è il primo disco al mondo pubblicato in formato DualDisc, con la parte audio su un lato e contenuti video in DVD dall'altra. Testuali parole da un sito di cui non ricordo l’url, chiedo venia.


Tiziana Brombin

Voto: 4 (episodio isolato)

www.kasabian.co.uk