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L’unico sprazzo di notorietà al di fuori dei confini svedesi i Kent l’hanno vissuto a cavallo tra il ’99 e il 2000, allorquando la loro “Music Non Stop” passò in rotazione un po’ in tutte le radio e tv d’Europa (Italia compresa). Era il periodo in cui la BMG provò a sdoganarli presso il grande pubblico mettendo sul mercato “Isola” e “Hagnesta Hill” (rispettivamente terzo e quarto disco del quintetto) anche in versione inglese, essendo impensabile provare ad imporli con le originarie liriche in madrelingua. Se ne curarono in pochi, tant’è che già con l’album successivo, il riuscito (e ruffiano) “Vapen & Ammunition” i Kent preferivano concentrarsi sul mercato di casa propria, godendosi una popolarità ormai consolidata. A distanza di tre anni, “Du & Jag Doden” rimescola ancora una volta le carte in tavola con risultati entusiasmanti: il “solare” approccio pop del suo predecessore viene abbandonato in favore di sonorità più introspettive e malinconiche, parzialmente riconducibili al secondo album “Verklingen”. A quasi dieci anni di distanza da quel disco ci troviamo oggi di fronte ad un gruppo nel pieno della maturità, decisamente lontano dalle tentazioni inglesi della prima ora (dai Suede ai Radiohead dei primi due dischi, la lista la conoscete), lasciate da parte per cercare nuova linfa vitale in certa Wave; testimonianza tangibile si ha in pezzi come “400 Slag”, “Romeo Atervander Ensam”, o la conclusiva “Mannen I Den Vita Hatten”, in cui viene fuori (con discrezione) tutto l’amore che questi svedesi nutrono nei confronti di Robert Smith. Rispetto ad un disco come “Hagnesta Hill” il songwriting è meno eterogeneo, ma probabilmente più ispirato: questo nuovo album guadagna infatti in compattezza ciò che paga in varietà, riuscendo a viaggiare per tre quarti d’ora su livelli qualitativi costantemente alti (l’unico episodio inferiore alla media, “Rosor & Palmblad”, non a caso è quello più legato a certe cose del loro passato). Non lasciate che l’ostacolo delle liriche in svedese vi scoraggi dal fare vostro questo gioiellino, “Du & Jag Doden” contiene semplicemente il miglior pop che sia stato prodotto nell’anno in corso. Scusate se è poco.
Tony Aramini
Voto:
8+
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