KLIMT 1918 "dopoguerra" (Prophecy)

VOTO: 7,5

Due anni sono passati da quando la rilettura in chiave Wave di un ipotetico ibrido tra Anathema e Novembre partorì un inaspettato gioiellino come “Undressed Momento”, disco che segnalò i Klimt 1918 come una delle più interessanti realtà nostrane. Oggi le cose sembrano essere cambiate, visto che “Dopoguerra”, duole un po’ ammetterlo, a tratti sembra essere il classico passo più lungo della gamba. La band capitolina ha infatti deciso di evolversi nella forma, più che nella sostanza, decidendo di sviluppare le canzoni su strutture più complesse, sicuramente impeccabili dal punto di vista esecutivo, ma che talvolta finiscono col risultare fini a sé stesse (è giusto infatti segnalare la presenza di qualche momento di stanca verso la parte centrale del disco). Si fa sicuramente apprezzare la voglia di separarsi in via definitiva dalle radici metalliche in favore di una proposta maggiormente diversificata ed originale, ma, nonostante i buoni propositi, il risultato finale in alcuni punti è dispersivo, alternando piccoli capolavori a episodi che restano impelagati in qualche prolissità che ne impedisce il salto di qualità definitivo. Musicalmente i Klimt 1918 di “Dopoguerra” trascinano la malinconia della loro musica verso atmosfere più solari rispetto a quelle maggiormente introspettive del predecessore, si veda ad esempio un pezzo come “They Were Wed By The Sea” che, a prescindere dai fin troppo espliciti rimandi agli U2 (imputabili più che altro ai suoni della chitarra visibilmente mutuati da The Edge), si segnala come il pezzo più “allegro” mai composto dai nostri. Indubbiamente i momenti da ricordare sono quelli stilisticamente più vicini ad “Undressed Momento”, come l’ottima “Snow Of ‘85”, la più violenta “Lomo”, o il commovente finale di “Rachel”, il resto si risolve in idee ambiziose e ottimi spunti portati avanti senza la continuità che caratterizza i capolavori. Se il paragone con il predecessore può indurci ad essere più severi del dovuto, a convincerci definitivamente della bontà di questo disco ci pensa però il bonus cd incluso nell’edizione doppia, che mette in fila inediti e versioni alternative di assoluto interesse, tra cui urge segnalare il gioiellino Wave a nome “Cry A Little”, sperando non resti assolutamente un episodio isolato all’interno della loro discografia.

Tony Aramini

TRACKLIST CD 1

1) _
2) They Were Wed By The 

Sea
3) Snow of '85
4) Rachel
5) Nightdriver
6) Beacuse Of You, Tonight
7) Dopoguerra
8) La Tregua
9) Lomo
10) Sleepwalk In Rome

TRACKLIST CD 2

1) They Were Wed By The

Sea (rarefied version)
2) Never Ever
3)Yanqui Girl In Rafah

(Rachel cello/piano version)
4) Cry A Little
5) Driving At The End Of The

Night
6) Sleepwalk In Rome (remix)

www.klimt1918.com