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Ker Mehrheit Fur Dir Mitleid, a.k.a. KMFDM, tra i primi a tentare l’ambizioso ibrido tra rock duro e sonorità elettroniche, tornano a noi con il loro quindicesimo album in 20 anni scarsi di onorata carriera. “WWIII”, come facilmente intuibile dal titolo, è un concept “politico”, sicuramente influenzato dagli avvenimenti che hanno colpito il mondo occidentale in questi ultimi anni (vi basti sapere della presenza di un pezzo dedicato al presidente Bush intitolato “Moron”…). Al di là del presunto impegno sociale delle lyrics in realtà c’è poco altro in questo album: la rinuncia ad elementi importanti come Tim Skold e Bill Rieflin (ora rispettivamente nelle fila di Marilyn Manson e R.E.M., anche se quest’ultimo ha suonato in veste di special guest su alcuni pezzi) sembra aver avuto un peso determinante nell’economia di un disco che effettivamente non lascia molto neanche a distanza di ripetuti ascolti. La produzione è certamente impeccabile, tutti e undici i pezzi suonano incredibilmente freschi ed affilati, ma a conti fatti si tratta del “solito” Industrial fatto di ritmiche d’assalto e chitarre deflagranti, nulla che non sia stato già proposto dagli stessi KMFDM o, paradossalmente, da tante bands da loro influenzate (dai Ministry fino a N.I.N. o addirittura alcune cose degli stessi Marilyn Manson). E’ evidente che Sascha Konietzko non abbia voluto sforzarsi più di tanto questa volta, producendo un disco che sa tanto di abitudine, i cui episodi migliori si rivelano essere quelli affidati alla voce di Lucia Cifarelli, che, guarda caso, sono quelli che provano leggermente a spostarsi dai binari (piuttosto statici) che la band sembra volersi ostinare a percorrere. Evitano la stroncatura solamente la mia stima nei loro confronti ed il fatto che, a prescindere dalle mie considerazioni, i fans della band difficilmente resteranno delusi da un disco che sembra comunque fatto appositamente per loro.
Tony Aramini
Voto:
6
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