KORN

"See You On The Other Side""

(Virgin Records)

2005

1. Twisted Transistor
2. Politics
3. Hypocrites
4. Souvenir
5. 10 Or A 2-Way
6. Throw Me Away
7. Love Song
8. Open Up
9. Coming Undone
10. Getting Off
11. Liar
12. For No One
13. Seen It All
14. Tearjerker

La prima cosa giusta da fare credo sia far capire cosa ne penso degli ultimi Korn: "Untouchables" mi è piaciuto da morire per gli stessi motivi di chi ne parla male, solo che il bicchiere lo vedo mezzo pieno; "Take a look in the mirror" è un disco della madonna punto e basta. Okì. Probabilmente la prossima sarà una sega mentale da baffino Crepet che fuma la pipa, quindi sorry: a Davis e ai Korn in generale, le tonnellate di fans invidiavano la verve e la capacità di scrivere canzoni della madonna e ringraziavano il cielo di non aver niente a che vedere con la vita e la condizione mentale di Davis; oggi tutti a Davis invidiano la vita (piena di droga e pornostar, il Paradiso per come era stato creato nella Version 1.0 -e se non gliela invidiate siete parenti di Susanna "bel sorriso" Tamaro) e nessuno gli invidia la creatività. Credo che questo dica tutto quanto (e, credo, derivi anche da questo un titolo come "Untouchables"). Il disco. Le classiche canzoni Korniane questa volta fanno schifo: sono spompate, mosce, noiose e ripetitive (il singolo, "twisted transistor", è una merda pestata prima di entrare nel locale ove si tiene il concerto del gruppo preferito); le canzoni melodiche e sognanti (che tanto 'scandalizzarono' taluni ai tempi di "Untouchables") a me continuano a piacere da matti ("Throw Me Away", con quei rumorini industrialini, mi manda in brodo di giuggiole); l'industrial-rock in "Love Song" e, sparso e annacquato, in altre canzoni nella seconda metà del disco, è divertente da ascoltare e non suona come già sentito, si scorge dopo pochi secondi che, almeno, non sono canzoni create col pilota automatico come il brutto trittico posto in apertura (certo, magari sarà industrial-rock un po' innocuo, ma sempre meglio sentire la roba loro che dare i soldi a un palestrato rincoglionito alle prese con roba ben più priva di sentimento e sofferenza). Il resto, mestiere. Piesse: a me dispiace un po' saperli divertiti nel parodiare sé stessi (perché, clip o non clip, oggi questo sono), però, contenti loro, buona camicia a tutti (cit.).


Shub Niggurath

Voto: 5

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