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Prima di iniziare a parlare di “Enemy Of God”, è opportuno dire quello che penso dei Kreator. Partiti dal grezzissimo thrash teutonico, sono stati per me la band di punta della triade che oltre a loro vedeva Sodom e Destruction, perchè avevano dalla loro, oltre alla capacità di fare casino con criterio, quel minimo di intelligenza musicale che le altre due band non possedevano. Non a caso, dei tre nomi citati, sono stati gli unici che sono riusciti ad evolversi, e mentre gli altri hanno continuato soltanto a fare macello, talvolta perfino col supporto di certa critica (incapace di evolversi anch’essa, probabilmente) e di fans che volevano soltanto “more of the same”, i Kreator provarono “Renewal”. Di lì in poi, è stato tutto un avanti-indietro per evoluzioni successivamente rinnegate. Il primo passo indietro stilistico (e anche qualitativo) fu “Cause for Conflict”, un ‘ritorno al thrash’ (Slayeriano) di cui nessuno sentiva il bisogno. Successivamente un disco come “Outcast”, seppur sostanzialmente di transizione, iniziava un nuovo percorso che culminava nel meraviglioso “Endorama”. A questo punto, benché continui a ritenere che un altro disco sulle medesime coordinate di Endorama se lo sarebbero potuto permettere, i Kreator hanno deciso di tornare al thrash con quell’aborto di “Violent Revolution”, un disco indietro di almeno 15 anni, insostenibile da ogni punto di vista. Attendevo questo “Enemy Of God” con speranze zero, visto che era annunciato sempre come album in scia al predecessore. Sono rimasto quindi assolutamente non sorpreso nel constatare che i Kreator dopo una ventina d'anni di carriera continuino quasi soltanto a scopiazzare male gli Slayer. Del resto bastava guardare i titoli delle canzoni, roba come “Enemy Of God”, “Under a Total Blackened Sky”, “Impossibile Brutality” sembra uscita da un generatore di titoli casuali per vecchi pezzi metal, e lo stesso dicasi per la musica. Proprio a voler trovare un lato positivo, si può dire che è forse migliore di “Violent Revolution” (e questo giustifica il voto così “alto”), ma per il resto è un album che sa di muffa e che è davvero semplicemente noioso.
Reje
Voto:
4 e 12
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