KREIDLER

"Eve Future"

(Wonder/Audioglobe)

2004

1. La Casa I
2. L'Autre Main
3. Reflectuum
4. Clockwerk
5. Circulus
6. Solaris
7. La Casa II

Kreidler: a rigor di dolcezza lessicale, chi li ha creduti crucchi non ha sbagliato. Se avete pensato alle motociclette dell’omonima marca, però, sì. Il trio di Dusseldorf è formato da Andreas Reihse, Thomas Klein e Detlef Weinrich. Le referenze dei Kreidler illustrano collaborazioni con le pazzoidi Chicks On Speed ed una piccola lista che comprende un omonimo album ed il fratello di questo EP, l’album “Eve Future Recall”, con il quale è meglio associarlo per dare organicità al tema. Felici di un discreto successo nel loro Paese, i Kreidler rientrano in quella parte di produzione con un punto interrogativo: a che servono? Brutto metterla in questi termini, primo perché è piuttosto una questione di gusti, secondo perché ognuno merita un’attenzione individuale. Difficile dare una collocazione sentimentale, a questo disco. Perché piuttosto vario nella sua staticità, perché semplice e senza pretese, perché va preso per quello che è e basta. Se fosse uscito adesso, lo avrei definito così cosà. E non ci sarei andata molto lontano: questo CD\mini LP in realtà è stato però pubblicato 2000, e nel nostro Paese è arrivato quattro anni dopo. In un contesto fradicio di sonorità analoghe. La sperimentazione del loro tocco pare ingenua, retrò, grezza e di poco spessore. Tuttavia l’apprezzamento rischia di salire quando si scopre che questo disco ha un suo senso introduttivo: riflette un’immaginaria Bruxelles futuristica. E anche la loro grettezza pare avere un senso. Spiegano loro stessi infatti che la loro musica è un sodalizio tra Barocco e Neoclassicismo, una musica da camera suonata con gli strumenti moderni. Nobilissimo proposito, originale slancio, deludenti i risultati. Uno dei momenti più ironici si colloca tra “Reflectuum”, animato da percussioni e campane in buffa armonia consacratrice, come fosse uscita dal classico barbaro filmato della Cresima (sarà colpa dell’infestazione generale di MIDI), e “Circulus”, appena più sobria. Magari ne sconsiglio solo l’ascolto di domenica, per non far tornare a galla quei mesti ricordi della breve carriera di credente. A “Solaris”, sicuramente uno dei pezzi più riusciti in cui delicati strumenti a pizzico orientaleggianti vengono accompagnati da un’altrettanto leggera e cauta voce femminile, vengono contrapposti i momenti di “L’ Autre Main”, in cui manca solo un piccolo Robin Hood a ravvivare l’atmosfera da cavalleria inglese medievale. La traccia di chiusura, “La Casa 2”, è una giusta ripresa dell’intro “La Casa 1”. Sarebbe lecito pensare immediatamente alla celebre saga cinematografica, ma questi pezzi di horror han poco o niente, quanto piuttosto un sapore tenebroso e al tempo stesso frizzante, come d’un sottobosco abitato da folletti in frenetico movimento. Consigliato certamente ai fans del gruppo, un po’ meno agli altri.


Tiziana Brombin

Voto: 5

www.ikreidler.de