LACUNA COIL

"Comalies"

(Century Media)

2002

1. Swamped
2. Heaven?s A Lie
3. Daylight Dancer
4. Humane
5. Self Deception
6. Aeon
7. Tight Rope
8. The Ghost Woman And The Hunter
9. Unspoken
10. Entwined
11. The Prophet Said
12. Angel?s Punishment
13. Comalies

A mio parere ci troviamo di fronte alla band metal italiana più valida, più seria, più affiatata, più originale. Interpreti di un gothic-metal avvincente e complesso che li ha portati in questi anni ad affiancare in tour bands come Dimmu Borgir, In Flames, The Gathering, Moonpell, approdando anche oltre oceano, i Lacuna Coil sono al terzo full-lenght della loro brillante carriera. Se il primo “In a Reverie” era una album molto riflessivo, oscuro, difficile da apprendere, e il secondo “Unleashed Memories” più diretto, incisivo, di impatto, orecchiabile, questo “Comalies” è un ottimo misto delle due componenti. I suoni sono ancora più maturi che sul precedente lavoro, sul quale già erano curatissimi, dovuto questo al fatto che la band questa volta, come ammesso in recenti interviste, ha fatto un po’ più di testa sua, imponendosi di più sul produttore. Molto usate anche soluzioni simil-industrial nelle intro delle canzoni, che regalano ancora più oscurità e senso di inarrivabilità ai pezzi di Comalies. Le canzoni alternano momenti tipici del suono pesante-melodico della band, citiamo a questo proposito Heaven’s a lie e Unspoken, ad episodi più vicini al primo disco, sia nelle soluzioni vocali, che in alcuni passaggi di tastiere, come in Humane e Daylight dancer, passando per la vera novità: l’uso di chitarre a sette corde, che portano il sound ad appesantirsi ulteriormente, come testimoniato ad esempio dalla stupenda opener Swamped. Una nota particolare la meritano due canzoni: Tight rope è un autentica perla: pesante, completa, con un ritornello in cui la doppia cassa dell’ottimo batterista crea un effetto strabiliante. L’altra è Angel’s punishment, l’episodio più originale dell’album: verso parlato, incalzante, quasi doom, accompagnato da tastiere mozzafiato, sfocio in un ritornello in cui Andrea mostra le unghie con un cantato growl perfetto e Cristina gli si accoda in tonalità altissima. Bravissimi tutti i musicisti, ma mi sento di dare una nota di merito ai due cantanti: Andrea cresce di disco in disco e così anche lo spazio riservatogli è sempre meno marginale, sia in ritornelli aggressivi che in versi andanti. Che dire di Cristina?…Forse chi osanna la Pausini o Alexia come migliore voce femminile italiana dovrebbe darsi un’ascoltata ai Lacuna! Ha una voce che raggiunge tonalità impressionanti, ma sa anche essere interpretativa nei momenti più oscuri, trascinante sempre, a volte arrabbiata, insomma di una completezza da far impallidire moltissime “illustri” colleghe. E in sede live la sua interpretazione è identica a quella su disco, da far paura! Li aspettiamo in tour con i finlandesi Sentenced, sicuri come non mai di poter assistere ad un gothic-evento di altissimo livello. Mezzo punto in più nel voto per come questi ragazzi ci rappresentano all’estero.


Marco Mazzetti

Voto: 8

www.lacunacoil.it