LADYTRON

"Witching Hour"

(Island)

2005

1. High Rise
2. Destroy Everything You Touch
3. International Dateline
4. Amtv
5. Sugar
6. Soft Power
7. Cmyk
8. Fighting In Built Up Areas
9. Last One Standing
10. Weekend
11. Beauty
12. White Light Generation
13. All The Way

La voglia di dimostrare di avere un senso a prescindere da un movimento effimero come quello del cosiddetto Electroclash già s'intravedeva tra i solchi del precedente “Light & Magic”, era dunque lecito attendere questo nuovo lavoro dei Ladytron come un’eventuale conferma o smentita. Per una volta fa piacere constatare come siano state rispettate le attese, dato che "Witching Hour" si dimostra indubbiamente una spanna più in alto rispetto a tutte le altre uscite (due full lenght ed una manciata di EP) del quartetto di Liverpool. La base di partenza resta ancora un SynthPop che privilegia le atmosfere oscure, ma senza limitarsi a ricalcare le orme di Human League e Gary Numan: i nuovi pezzi hanno un impatto decisamente più ‘rock’ (sebbene tutte le chitarre siano sintetizzate) e si arricchiscono di nuove influenze. Si passa con facilità da momenti che rimandano a certe cose degli ultimi Primal Scream fino addirittura a reminiscenze Shoegaze (soprattutto nella doppietta conclusiva “White Light Generation”/”All The Way”) non distanti dai mai troppo compianti Lush, con le voci di Elen Marnie e Mira Aroyo che si fanno simili a quelle di Miki Berenyi ed Emma Anderson. Doveroso sottolineare come “Destroy Everything You Touch” sia una delle più devastanti dancefloor-songs dell’ultimo lustro, con “High Rise” e “Sugar” scalpitanti in seconda battuta; tutto il resto, seppur non a quei livelli stratosferici, si difende decisamente bene, ostentando una sensibilità pop matura e mai troppo sfacciata. Se “Light & Magic” rappresentava le prove generali, con “Witching Hour” possiamo tranquillamente affermare senza che i Ladytron hanno fatto il primo vero centro della loro carriera. Alla faccia dell’Electroclash.


Tony Aramini

Voto: 8-

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