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Chicago
ancora una volta
non delude nel confermarsi ventre di una solidissima tradizione musicale
(il nome Smashing Pumpkins basta e avanza), e dal lontano autunno del 1997
ad oggi lascia fiorire i L'Altra, uno dei gruppi più originali e validi
attualmente in circolazione a detta di non pochi, che già con l'EP di
esordio (S/t, Aesthetics, 1999) cattura l'attenzione della critica e
traccia un percorso attraverso il quale, con soli 3 full lenght, disegna
una nitida dinamica di crescita, maturità e decadenza: Music For a
Sinking Occasion (Aesthetics, 2000), In The Afternoon (Aesthetics, 2002),
Different Days (Hefty Records/Wide, 2005). Non si creda dunque di avere a
che fare con un gruppo nostrano: il nome "L'Altra" è stato
proposto semplicemente per le lontane origini italiane di uno di loro. Per
il carattere di ogni disco giocano un ruolo (anche troppo) determinante le
vicissitudini interne al gruppo, tra cambi di label ed inclinazioni
artistiche dei singoli membri che talvolta entrano in collisione: fissi
nei L'Altra sono infatti solo Joseph Costa (voce e chitarra) e Linsday
Anderson (voce e pianoforte), gli altri musicisti si alternano tra
registrazioni e tour (quando nacquero figurava anche Ken Dyber - a.k.a.
Kenneth James - bassista e fondatore della Aesthetics, che abbandonò
prima che venisse pubblicato il capolavoro In The Afternoon), ma
considerata l'odissea di artisti che coinvolge i L'Altra, ognuno con la
sua storia ed il suo ruolo, ci limiteremo ora a concentrarci solo sul
risultato (chi volesse comunque approfondire, getti uno sguardo su
www.aesthetics-usa.com, dov'è anche possibile ascoltare 4 brani da
Different Days, e su www.heftyrecords.com, sito della Hefty Records
fondata da uno dei loro collaboratori John Hughes a.k.a. Slicker).
"La musica è il nostro modo per capire le persone e forse per
aiutarle a sentirsi meglio": così disse Linsday Anderson in una
recente intervista tenuta in occasione dell'uscita dell'ultimo disco, ma
chi conosce solo Music For A Sinking Occasion sa bene e già dal titolo
che allora i tempi erano decisamente diversi: Music For A Sinking Occasion
è infatti il disco ideale per chi cova un certo malessere ed è in cerca
del colpo di grazia. Se da un lato definire questo disco
"tragicamente intimo e drammatico" è appena un eufemismo,
dall'altro lato bisogna dire che è avvolto da una così stupefacente ed
ingenua delicatezza che quasi non te ne accorgi del suo potenziale
depressivo. Te ne rendi conto ormai tardi, a disco quasi concluso, su
"Say Wrong" o "Movement", ma a quel punto c'è quella
perla di "Music of a Sinking Occasion (Final)" a carezzarti per
poi rigettarti in questo mondo con una zolletta di zucchero in bocca, così
come l'opening-title-track con le sue incursioni jazz su un pianoforte
alla deriva ti aveva immerso in una dimensione -ahimè- tutt'altro che
surreale. E allora senti che la struggente commemorazione di "Little
Chair", "Motorme" e "Lips Move on Top of Quiet",
come ogni ballata che si rispetti, altro non è stata che uno squisito
maledetto palliativo.
Tiziana
Brombin
Voto:
8
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