L'ALTRA

"music of a sinking occasion"

(Aesthetics)

2000

1. Music of a Sinkng Occasion
2. Little Chair
3. Room Becomes Thick
4. Slow as a Cake
5. Motorme
6. Lips Move on Top of Quiet
7. Handwashing for Good Health
8. Say Wrong
9. Movement
10. Music of a Sinkng Occasion (Final)

Chicago ancora una volta non delude nel confermarsi ventre di una solidissima tradizione musicale (il nome Smashing Pumpkins basta e avanza), e dal lontano autunno del 1997 ad oggi lascia fiorire i L'Altra, uno dei gruppi più originali e validi attualmente in circolazione a detta di non pochi, che già con l'EP di esordio (S/t, Aesthetics, 1999) cattura l'attenzione della critica e traccia un percorso attraverso il quale, con soli 3 full lenght, disegna una nitida dinamica di crescita, maturità e decadenza: Music For a Sinking Occasion (Aesthetics, 2000), In The Afternoon (Aesthetics, 2002), Different Days (Hefty Records/Wide, 2005). Non si creda dunque di avere a che fare con un gruppo nostrano: il nome "L'Altra" è stato proposto semplicemente per le lontane origini italiane di uno di loro. Per il carattere di ogni disco giocano un ruolo (anche troppo) determinante le vicissitudini interne al gruppo, tra cambi di label ed inclinazioni artistiche dei singoli membri che talvolta entrano in collisione: fissi nei L'Altra sono infatti solo Joseph Costa (voce e chitarra) e Linsday Anderson (voce e pianoforte), gli altri musicisti si alternano tra registrazioni e tour (quando nacquero figurava anche Ken Dyber - a.k.a. Kenneth James - bassista e fondatore della Aesthetics, che abbandonò prima che venisse pubblicato il capolavoro In The Afternoon), ma considerata l'odissea di artisti che coinvolge i L'Altra, ognuno con la sua storia ed il suo ruolo, ci limiteremo ora a concentrarci solo sul risultato (chi volesse comunque approfondire, getti uno sguardo su www.aesthetics-usa.com, dov'è anche possibile ascoltare 4 brani da Different Days, e su www.heftyrecords.com, sito della Hefty Records fondata da uno dei loro collaboratori John Hughes a.k.a. Slicker). "La musica è il nostro modo per capire le persone e forse per aiutarle a sentirsi meglio": così disse Linsday Anderson in una recente intervista tenuta in occasione dell'uscita dell'ultimo disco, ma chi conosce solo Music For A Sinking Occasion sa bene e già dal titolo che allora i tempi erano decisamente diversi: Music For A Sinking Occasion è infatti il disco ideale per chi cova un certo malessere ed è in cerca del colpo di grazia. Se da un lato definire questo disco "tragicamente intimo e drammatico" è appena un eufemismo, dall'altro lato bisogna dire che è avvolto da una così stupefacente ed ingenua delicatezza che quasi non te ne accorgi del suo potenziale depressivo. Te ne rendi conto ormai tardi, a disco quasi concluso, su "Say Wrong" o "Movement", ma a quel punto c'è quella perla di "Music of a Sinking Occasion (Final)" a carezzarti per poi rigettarti in questo mondo con una zolletta di zucchero in bocca, così come l'opening-title-track con le sue incursioni jazz su un pianoforte alla deriva ti aveva immerso in una dimensione -ahimè- tutt'altro che surreale. E allora senti che la struggente commemorazione di "Little Chair", "Motorme" e "Lips Move on Top of Quiet", come ogni ballata che si rispetti, altro non è stata che uno squisito maledetto palliativo.

Tiziana Brombin

Voto: 8

www.laltra.com