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Il perentorio titolo Tomber En Heros (letteralmente “cadere da eroe”) segna l’esordio di L’effet C’est Moi, moniker ispirato a teorie nietzscheiane di filosofia politica dietro il quale si cela il solo Emanuele Buresta, brevi trascorsi in black metal band marchigiane e un dichiarato amore per realtà di comprovato valore quali Les Joyeaux de la Princesse, Der Blutharsch e i nazisti Puissance (il cui nietzscheiano, superomistico e misantropico capolavoro Let Us Lead fece incazzare perfino la loro stessa etichetta – Cold Meat Industry, mica anime belle – che prima ne cambia la “provocatoria” cover poi li caccia a pedate); in realtà quanto contenuto nei quaranta minuti scarsi del programma è avvicinabile piuttosto al primo Mortiis (quello dei concept album per soli sintetizzatore ed effetti con due pezzi di mezzora a botta) ma molto meno prolisso e noioso, quanto al Burzum tastierato e rusticamente solenne post-arresto per l’omicidio di Euronymous, però fatto meglio.
L’album, ispirato allo splendore dell’impero romano e alla successiva influenza negativa che ne esercitò la fascinazione per un potere tanto esteso e totale, si divide in due tranche ben distinte di cinque pezzi l’una: la prima (e migliore), fermamente imponente e severamente magniloquente, delinea con grande efficacia scenari di epica fierezza che in alcuni momenti arrivano a ricordare autentici colossi del tenore di In Slaughter Natives o The Protagonist (esemplare in questo senso la doppietta iniziale Rome Capitale I e II). Purtroppo lievemente inferiore la seconda parte, che, nell’evidente volontà di ricreare atmosfere di tetra claustrofobia e incombente oppressione comuni a progetti quali Toroidh (e in generale quasi tutto Nordvargr solista) o l’insuperato TeHOM, non riesce ad evitare la ripetizione e qualche accenno di stanca soprattutto nelle tracce conclusive. Resta comunque un lavoro sopra la media, coinvolgente (soprattutto la prima parte) e decisamente ben fatto anche tenendo conto dei recentissimi natali del marchio (2005), della relativa inesperienza e di qualche inevitabile handicap (registrazione casereccia) che, semmai, ne accresce il valore. Attendiamo fiduciosi ulteriori sviluppi.
Dragone Nervoso
Voto:
7,5
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