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Tutto quello di cui a questo punto mi sarebbe interessato parlare era il modo in cui No Backbone parla (urla) di me a diciassette anni, un liceale sfigato troppo poco alla moda per poter piacere alla ragazza di cui è innamorato (qualunque fosse quella settimana) e che non fa altro che starsene in casa ad ascoltare i suoi dischi degli Husker Du; con i soliti tre accordi perfetti ed immortali e la chitarra di J Mascis ospite che monta un castello di rovine heavy metal sotto la superficie. Ma non ho il diritto di parlare di una figura talmente romantica e potente come quella di Evan Dando quando poi ci capita di guardarci intorno e tutti quelli che ci hanno rimpiazzato sono figli di papà vestiti Broke dalla testa ai piedi che ascoltano roba alla Killswitch Engage come se fossero i Black Flag, o fieri ‘indierockers’ formato MySpace che si danno appuntamento con i friends al concerto milanese di Neil’s Children. Basti sapere che il nuovo Lemonheads non è indirizzato a nessuno di questi: è un disco solo ed esclusicamente per NOI. E io voglio che LORO nemmeno l’ascoltino questa meraviglia, ecco la verità.
kekko
Voto:
9.8
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