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Anzitutto precisiamo che questo “Zyklus” non è proprio il nuovo full lenght dei Lunar Aurora a tutti gli effetti: il disco infatti era già pronto sul finire del 2002, ma le beghe contrattuali intercorse tra la band tedesca e la loro precedente label (la Ars Metalli) hanno fatto sì che potesse essere pubblicato solo adesso (lo stesso problema tra l’altro si era già verificato per “Elixir Of Sorrow”). Concentrandoci sulla musica, diciamo subito che il qui presente “Zyklus” si dimostra da subito più prolisso e ostico da digerire rispetto al suo immenso predecessore; se “Elixir…” riusciva a colpirti fin dal primo impatto, non lo stesso si può dire per questa nuova release, anche perché i brani sono tutti lunghissimi (siamo oltre i 10 minuti di media a song) e cominci a scoprirne le molte sfumature solo dopo innumerevoli, attenti ascolti. Il feeling emanato è decisamente più grezzo, anche se le coordinate del loro tipico sound (oramai un vero e proprio marchio di fabbrica) rimangono più o meno le stesse: ci troviamo di fronte cioè ad un black metal sinfonico dalla forte componente atmosferica, grazie anche a quei magistrali intermezzi ambient che contribuiscono a ricreare ambientazioni notturne e cosmiche, che riescono nell’intento di trasportarti in una sorta di “trance ipnotica” da cui non si vorrebbe venire fuori. Non ci sarà magari il brano che ti faccia saltare dalla sedia (come ad esempio “Zorn Aus Aonen” del precedente masterpiece), anche perché come ho già detto “Zyklus” è un lavoro d’assaporare nel suo insieme, quasi da intendere come un viaggio surreale tra le atmosfere inquietanti e cariche di malefico pathos che questi tedeschi riescono ad infondere con la loro musica. A voi la scelta.
Nordavind
Voto:
7 e 12
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