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Se c’è una qualcosa che mi rende orgoglioso della mia città, questa è la “santissima trinità” formata da Argine, Ashram e, appunto, Lupercalia. Tre gruppi sensibilmente diversi tra loro, ma testimonianze reali di come sia possibile suonare musica di alto livello anche a Napoli, sulla carta sicuramente città poco ricettiva nei confronti di certi orizzonti sonori. “Florilegium” arriva dopo quasi due anni di rinvii, dovuti principalmente ai problemi sorti con la precedente casa discografica (la World Serpent), che la band ha nel frattempo abbandonato per accasarsi presso la portoghese Equilibrium. Se il debut “Soehrimnir” era un lavoro sostanzialmente strumentale, oggi si registra l’ingresso in formazione della voce soprano di Claudia Forio, una svolta per la musica del gruppo: il suo apporto si è rivelato essenziale nel consentire la sperimentazione di nuove e differenti soluzioni. Ovviamente restando nell’ambito della musica medievale che da sempre contraddistingue Lupercalia, che anche stavolta ci ricordano di avere più che un semplice occhio di riguardo per la tradizione folkloristica di casa nostra. Un percorso che musicalmente presenta qualche inevitabile analogia con gli Ataraxia, dai quali però il progetto partenopeo si differenzia per una maggiore cura riservata ad alcuni aspetti “tecnici”, in particolare songwriting e ricercatezza dei suoni. Da elogiare in questo senso la perfezione tecnica ed esecutiva del leader Riccardo Prencipe alle prese con chitarra classica e dulcimer, strumenti che in genere richiedono cura e padronanza proverbiale per essere riportati su disco con questi risultati. Ottimo anche il violino a cura di Gianluca Uccio, che comunque per le date dal vivo sarà sostituito da Alfredo Notarloberti degli Argine. Poco altro da aggiungere: un lavoro colto e raffinato, magari poco innovativo, ma all’interno di questo genere musicale si tratta di un fattore piuttosto relativo. Mai come oggi il medioevo è stato così affascinante.
Tony Aramini
Voto:
7 e 12
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