MAGIK MARKERS

"I Trust My Guitar Etc."

(Ecstatic Peace)

2005

1. I Trust My Guitar, Etc.
2. Morris House
3. Most Beautiful City on Earth
4. 5 Dollars
5. Dreaming of Vegas & Pussy & Victory
6. Straight A's in Love

Recensione un po’ in ritardo, imperdonabile. The Magik Markers (conosciuti anche come Magic Markers e Magick Markers, tanto per non confondere le idee) è un trio del New England formato dall’ultimamente onnipresente Pete Nolan (già in Wooden Wand con o senza Vanishing Voice, Virgin Eye e miliardi di altre band) e capitanato dalla cantante/chitarrista italoamericana Elisa Ambrogio, che esteticamente sembra una qualche sorella (ancora più) subnormale delle Shaggs; hanno pubblicato più dischi dal vivo che in studio (probabilmente a ragione, dal momento che chi ha avuto la fortuna di vederli live difficilmente si scorderà la loro esibizione) e sono senza dubbio la cosa più eccitante mai uscita da Louisville dai tempi delle risacche post-rock della cricca Slint e amici (dunque da circa 15 anni). Per I Trust My Guitar etc. se li è accaparrati quel gran furbone di Thurston Moore con la sua Ecstatic Peace, ma il disco – quanto a virulenza, sconsideratezza e nichilismo assoluto – potrebbe assai facilmente mandare a casa il 97% dell’intero catalogo Load nonché tutta la produzione Skin Graft degli ultimi anni, e scusate se è poco. La violenza sprigionata da I Trust My Guitar Etc. è indescrivibile: una cosa (impossibile a questo punto usare i termini disco o canzoni) in bilico tra garage rock lercissimo, now-wave da subumani e noise da internamento immediato (tipo un incrocio tra i Sonic Youth – guarda caso – di Kill Yr Idols e qualcosa della prima ondata AmRep. Pazzesco). Pubblicato (per ora) soltanto in vinile, il lato A comprende una serie di schizzi che vanno dai quaranta secondi di 5 Dollars ai dieci minuti di Dreaming of Vegas and Pussy and Victory (eccezionale il titolo, tra l’altro), mentre la sola Straight A’s In Love (20 minuti) occupa l’intero lato B. I paragoni si sprecano, ed è fin troppo facile citare Lydia Lunch dell’era Teenage Jesus & The Jerk (la cantante è sempre una donna), gli Hospitals (il principio alla base è lo stesso: NON saper suonare, ma la violenza è triplicata), il progetto Howling Hex del sempre più bruciato Neil Hagerty (anche lui ultimamente pubblica i suoi dischi soltanto in vinile) quando non addirittura i Royal Trux del periodo ‘tossico’; ma la verità è che i Magik Markers stanno semplicemente su un’altra orbita, al punto che l’unico nome a cui mi sentirei di accostarli quanto ad attitudine e intenti è quello dei misconosciuti sludge-noise francesi Monarch (il cui inaffrontabile esordio omonimo resta tra le esperienze più allucinanti degli ultimi sei anni). Non per tutti i gusti ed estremamente ostico per chiunque non sia un habitué di queste sonorità, ma I Trust My Guitar Etc. oggi è tra gli esempi più eclatanti di musica vera, sincera e autentica, mossa da reale urgenza e portatrice di necessità. E se è vero (ed È vero), come diceva il poeta, che “vale più un cuore puro e un cazzo dritto di ogni pensiero debole piagnone contro”, allora i Magik Markers sono probabilmente il solo gruppo veramente necessario di quest’anno, e dell’anno prima, e di quello dopo; epocali.


Dragone Nervoso

Voto: 9

www.magikmarkers.com