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1. Fairy
2. The Time Of Spells
3. Five Tears Drops
4. Brain Storm
5. Cryin? Clouds
6. Angel Dust
7. Little Zombies
8. Child Of The Moon
9. Starquake
10. Fairy Tales From Hells Caven
11. Eva?s Stardust (Ghost Track)
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Come un fulmine a ciel sereno, arriva il debutto dei nostrani Mandragora Scream, gruppo di cui si erano perse le tracce dopo l’ottimo demo di due anni fa. Penso che la definizione di gothic rock vada stretta alla band, visto che partendo da quelle coordinate, i nostri propongono un disco molto personale e fuori dagli schemi, infarcito all’inverosimile da soluzioni neoclassiche e filosofiche ma in ogni caso sempre immediato grazie all’innata capacità di creare melodie vincenti. Prima nota di merito alla produzione, volutamente scarna, ma in grado di focalizzare l’attenzione sulla voce della carismatica Morgan Lacroix, suadente fulcro di tutto il progetto. Non usa trucchi Morgan, va dritta al centro del discorso, e, prendendoci per mano come novello Virgilio, ci accompagna tra i gironi dell’inferno dantesco, in cui è ambientato il magnifico concept del disco. Ed è proprio il binomio musica / testi a catturare l’attenzione, visto che ci si troverà di fronte ad un turbinio di immagini ed emozioni in cui atmosfere piene di phatos si tramutano in arte. In apertura arriva “The Time Of Spells”, brano forse meno immediato del disco, in cui si fa la conoscenza della fata / strega che ci accompagnerà durante tutto il viaggio. Subito la coppia “Five Tears Drops” / “Brain Storm” è un intuizione che può valere una carriera, con dei chorus da brividi, che vi avvolgeranno come una ragnatela senza lasciarvi scampo. Per arrivare a “Little Zombies”, brano caotico, in cui vi troverete a sfuggire da malefiche creature notturne, per poi risvegliarvi al dolce suono della pioggia che apre la ninna nanna “Child Of The Moon”. Ma sarebbe un errore analizzare a fondo ogni singolo brano, visto che tutti questi gioielli brillano veramente solo nel loro insieme. Un disco che, nonostante la sua complessità, vi entrerà dentro dopo pochi ascolti ma che faticherete a riporre sullo scaffale. Un album dal mood molto notturno, da “osservare” guardando la luna…Come un fulmine a ciel sereno, arriva il debutto dei nostrani Mandragora Scream, gruppo di cui si erano perse le tracce dopo l’ottimo demo di due anni fa. Penso che la definizione di gothic rock vada stretta alla band, visto che partendo da quelle coordinate, i nostri propongono un disco molto personale e fuori dagli schemi, infarcito all’inverosimile da soluzioni neoclassiche e filosofiche ma in ogni caso sempre immediato grazie all’innata capacità di creare melodie vincenti. Prima nota di merito alla produzione, volutamente scarna, ma in grado di focalizzare l’attenzione sulla voce della carismatica Morgan Lacroix, suadente fulcro di tutto il progetto. Non usa trucchi Morgan, va dritta al centro del discorso, e, prendendoci per mano come novello Virgilio, ci accompagna tra i gironi dell’inferno dantesco, in cui è ambientato il magnifico concept del disco. Ed è proprio il binomio musica / testi a catturare l’attenzione, visto che ci si troverà di fronte ad un turbinio di immagini ed emozioni in cui atmosfere piene di phatos si tramutano in arte. In apertura arriva “The Time Of Spells”, brano forse meno immediato del disco, in cui si fa la conoscenza della fata / strega che ci accompagnerà durante tutto il viaggio. Subito la coppia “Five Tears Drops” / “Brain Storm” è un intuizione che può valere una carriera, con dei chorus da brividi, che vi avvolgeranno come una ragnatela senza lasciarvi scampo. Per arrivare a “Little Zombies”, brano caotico, in cui vi troverete a sfuggire da malefiche creature notturne, per poi risvegliarvi al dolce suono della pioggia che apre la ninna nanna “Child Of The Moon”. Ma sarebbe un errore analizzare a fondo ogni singolo brano, visto che tutti questi gioielli brillano veramente solo nel loro insieme. Un disco che, nonostante la sua complessità, vi entrerà dentro dopo pochi ascolti ma che faticherete a riporre sullo scaffale. Un album dal mood molto notturno, da “osservare” guardando la luna…
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Voto:
7,5
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