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Durante l'ascolto dei Mangled mi son venuti in mente tutti quei gruppi che
rimangono nell'underground quasi per vocazione: prendete i Desaster, ad
esempio: esce il loro disco e sai già come suona, escono le nuove foto
promozionali e sai già quante borchie avranno addosso o che pose faranno, ed
il bello è quello! A gruppi del genere non interessa far evolvere il metal,
non hanno alcuna pretesa, suonano nella maniera più semplice e caotica
possibile quello che amano. Che poi, a ben vedere, nelle copertine delle
riviste musicali molto spesso finiscono persone che producono musica già
edita da altri, anni prima; comunque, questo è un altro discorso e questo
spazio è dei Mangled. Non hanno niente a che vedere con i grandi Desaster,
li ho citati solo perché potrei giurare che l'amore che mettono nel metal è
lo stesso (i Borknagar, invece, non amano il metal, sono dei gay pretenziosi
millantatori e basta). Questo gruppo olandese suona un old school u.s. death
metal, né più né meno. Marciume, veloci spunti thrashy, urla belluine,
tupa-tupa; il classico gruppo death metal da pogo, di quelli da vedere
sempre e comunque perché sai che non deluderanno mai, come sai che non
chiameranno mai la sorella per farla cantare nei successivi due dischi di
merda, piuttosto che comportarsi come gli ultimi coatti di periferia
suburbana come i Behemoth. Si sfiora il capolavoro lungo molti punti grazie
anche ad una registrazione sporca e unta al punto giusto, lo si trova
tranquillamente a 10€, quindi compratelo subito. Muovetevi.
Shub Niggurath
Voto:
7.5
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