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Da un po’ di anni a questa parte i Marduk vengono criticati per pochezza di idee ed immobilismo sonoro, salvo poi notare lodi sperticate a centinaia di gruppi (anche italiani) emuli del gruppo Svedese. E’ vero che da una grande band è lecito aspettarsi grandi dischi, ma è altrettanto vero che se sono mediocri gli ultimi Marduk, sono mediocri anche tutti quei gruppi che suonano brutal-black metal ‘a la Marduk’ e che dischi come ‘Dark Endless’, ‘Nightwing’ o ‘Panzer Division’ non ne han mai creati. Anche quest’album, così come ‘La Grande Danse Macabre’, è molto vario e ricco di mid-tempos: ‘bleached bones’, ‘ castrum dolori’ e la superlativa ‘bloodletting’. Non mancano i soliti assalti ‘in your face’ che hanno contraddistinto la band negli ultimi anni, una per tutte è ‘cloven hoof’, song superlativa in cui i Marduk sfoggiano una tecnica esecutiva sopraffina, andando a mach 3... Ottima la prova dietro le pelli di Emil Dragutinovic, nuovo arrivato. Il disco si chiude con ‘blackcrowned’, la marcia funebre ideale per il funerale a cui i Marduk auspicano. Il voto tiene conto degli svariati capolavori che i Marduk ci hanno regalato nel passato ed è più basso del ‘dovuto’, ma non per questo l’album è inferiore alle altre uscite di black metal di quest’anno, anzi. Nessuno può fargli concorrenza, sul loro campo. I believe in death, I believe in you.
Shub Niggurath
Voto:
7,5
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