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Molti considerano i Marduk come una band sul pilota automatico da anni; da queste parti, invece, i Marduk vengono considerati come i maestri incontrastati nel genere da loro creato, riveduto e corretto: il Brutal-Black Metal. Preciso fin da subito che tutti quelli che negli ultimi anni li hanno considerati smorti e mosci possono tranquillamente accattarsi questo cd perché diverso dal precedente. In molti punti. Fortunatamente, qualche gruppo sembra cominci ad ascoltare le mie preghiere: i Marduk non hanno registrato negli Abyss Studios di Peter Tagtgren, bensì negli studi di Devo (ritornato dopo 10 anni nella band, solo che ora è ciccione, con i capelli tinti di nero e suona il basso anzichè la chitarra). Semplicemente cambiando studi di registrazione, optando per una produzione leggermente più sporca rispetto alle precedenti registrazioni cristalline, i Marduk rinvigoriscono ed appaiono "come nuovi". A questa piccola novità va aggiunto il reclutamento di Mortuus (nuovo cantante, conosciuto con il nick Arioch nei Funeral Mist) al posto del panciuto Legion. A me la dipartita di Legion è dispiaciuta moltissimo. Lo reputo nettamente migliore di Mortuus/Arioch ma i blackster duri e puri la pensano in maniera diametralmente opposta alla mia. Una cosa è certa: Mortuus tende ad essere più maligno ed il suo cantato a tratti è quasi recitato, mentre Legion tendeva di più a cantare (per i non avvezzi: di solito nel black metal quando un cantante rantola e gorgoglia la gente è contenta, mentre se le linee vocali sono melodiche la gente scuote la testa ed ascolta altro). Diffidate da chi asserisce che con questo disco i Marduk sono tornati più incazzati che mai e che ora il song-writing è migliorato rispetto ai precedenti album. Sono cavolate. Per due motivi. Primo: chi ha avuto il piacere di vederli senza trucco avrà constatato quanto possono essere dei simpatici ciccioni bambacioni che non riuscirebbero ad impaurire nemmeno Heidi. Secondo: il song-writing è identico al disco precedente, a sua volta identico al disco precedente, a sua volta identico al disco precedente, a sua volta identico al disco precedente, a sua volta identico...
Shub Niggurath
Voto:
7,5
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