MARDUK

"Plague Angel"

(Bloodawn Productions)

2004

1. The Hangman Of Prague
2. Throne Of Rats
3. Seven Angels Seven Trumpets
4. Life's Emblem
5. Steel Inferno
6. Perish In Flames
7. Holy Blood Holy Grail
8. Warschau
9. Deathmarch
10. Everything Bleeds
11. Blutrache

Molti considerano i Marduk come una band sul pilota automatico da anni; da queste parti, invece, i Marduk vengono considerati come i maestri incontrastati nel genere da loro creato, riveduto e corretto: il Brutal-Black Metal. Preciso fin da subito che tutti quelli che negli ultimi anni li hanno considerati smorti e mosci possono tranquillamente accattarsi questo cd perché diverso dal precedente. In molti punti. Fortunatamente, qualche gruppo sembra cominci ad ascoltare le mie preghiere: i Marduk non hanno registrato negli Abyss Studios di Peter Tagtgren, bensì negli studi di Devo (ritornato dopo 10 anni nella band, solo che ora è ciccione, con i capelli tinti di nero e suona il basso anzichè la chitarra). Semplicemente cambiando studi di registrazione, optando per una produzione leggermente più sporca rispetto alle precedenti registrazioni cristalline, i Marduk rinvigoriscono ed appaiono "come nuovi". A questa piccola novità va aggiunto il reclutamento di Mortuus (nuovo cantante, conosciuto con il nick Arioch nei Funeral Mist) al posto del panciuto Legion. A me la dipartita di Legion è dispiaciuta moltissimo. Lo reputo nettamente migliore di Mortuus/Arioch ma i blackster duri e puri la pensano in maniera diametralmente opposta alla mia. Una cosa è certa: Mortuus tende ad essere più maligno ed il suo cantato a tratti è quasi recitato, mentre Legion tendeva di più a cantare (per i non avvezzi: di solito nel black metal quando un cantante rantola e gorgoglia la gente è contenta, mentre se le linee vocali sono melodiche la gente scuote la testa ed ascolta altro). Diffidate da chi asserisce che con questo disco i Marduk sono tornati più incazzati che mai e che ora il song-writing è migliorato rispetto ai precedenti album. Sono cavolate. Per due motivi. Primo: chi ha avuto il piacere di vederli senza trucco avrà constatato quanto possono essere dei simpatici ciccioni bambacioni che non riuscirebbero ad impaurire nemmeno Heidi. Secondo: il song-writing è identico al disco precedente, a sua volta identico al disco precedente, a sua volta identico al disco precedente, a sua volta identico al disco precedente, a sua volta identico...


Shub Niggurath

Voto: 7,5

www.marduk.nu