GIANNI MAROCCOLO

"A.C.A.U. - La Nostra Meraviglia"

(Blackout/Universal)

2003

1. Fugge L'Abbraccio
2. Adàm Qadmòn
3. Carezza D'Autunno
4. Night & Storms
5. Meloria's Ballade
6. Da Raccontarti All'Alba
7. Deriva Finita
8. Elianto
9. End Coming Over Action Bird
10. Sabbia
11. Una Prima Volta
12. Deus Ti Salvet Maria
13. Infondo
14. Delicato Delirio

Dopo aver militato sin dagli anni ’80 come bassista per i Litfiba, i CCCP, i CSI, via via fino ai PGR, Gianni Maroccolo pubblica ora un disco solista, una <<“festa” per questi quasi 25 anni di onorata carriera; (…) un disco in “compagnia” di tanta bella gente incontrata e incrociata in questi anni>>, come accennava in un’intervista datata marzo 2003. Il risultato delle 14 collaborazioni è un disco infinitamente lungo, ma soprattutto raffinato e godibile. Ok, ma….dopo svariati ascolti, si fa pure pesante. Domanda: se non fosse stato per la sfilza di nomoni prestigiosi con cui Maroccolo si dilettò a musicare la sua arte, sarebbe valso meno? No, ma non si sarebbe nemmeno fatto leva sui sentimenti profondi del consumatore di dischi legato a questo mondo. Ergo, qualche zero in meno sulle vendite e qualche millimetro di più di polvere sulla custodia. Il consumatore che si appropinqua verso questo disco non può non rimanere incantato dalla tremenda pulizia del suono, talvolta oleoso come i capelli di Heidi, talvolta più affilato della voce di Diamanda Galàs. Un disco ricco di contrasti, contrasti naturali per natura, natura umana degli autori e natura atmosferica, partendo dalla Consoli, la cui espressività siciliana si fa martire di passione in Carezza D’Autunno, arrivando ad un chirurgico Andrea Chimenti (in Una Prima Volta), grande talento che il nostro Paese dovrebbe forse osservare con maggiore attenzione. Sorprendenti le capacità di Jovanotti e di Pelù, e graditissima la citazione di Cristiano Godano, che in Deriva Finita prende le veci di un Nick Cave. Ogni singolo pezzo pare studiato più per onorare l’ospite che non per proporre invece il brano in sé, e da questo punto di vista il risultato non può davvero non definirsi eccelso, ma persiste con ostinazione un “Ma”. E altri commenti proprio ne non riesco a cavar fuori.


Tiziana Brombin

Voto: 5,5

www.giannimaroccolo.com