MERZBOW

"Venereology"

(Relapse)

2004

1. Ananga-Ranga
2. Klo Ken Phantasie
3. I Lead You Towards Glorious Times
4. Slave New Desart

Il buon Merzbow, al secolo Masami Akita, torna a far danni. In effetti non è proprio così, perché "Venereology" uscì nel lontano 1994 sotto Release (sotto-etichetta della Relapse dedita in genere a sonorità ultra-sperimentali) e questa è soltanto la ristampa, ma la reperibilità dell'album era diventata così ostica che credo questa sia a tutti gli effetti la prima volta che qualcuno ha l'occasione di avvicinarsi a questo disco. Per qualche motivo che posso soltanto ipotizzare, da un bel pezzo Merzbow è la punta di diamante (dal punto di vista della popolarità) del movimento Noise giapponese, molto più conosciuto di altri grandi artisti del rumore più estremo provenienti dal sol levante, come Aube, CCCC e Masonna. Non sto assolutamente dicendo che non meriti i riscontri che ha, sia ben chiaro, solo che forse li meriterebbero anche gli altri. In ogni caso, 'Venereology' è davvero un punto altissimo della sterminata discografia di Merzbow, abrasivo e furioso come pochi, assolutamente senza compromessi, soltanto ruvidissimo rumore, qualcosa che rimanda più ad una radio fuori frequenza che alla musica, pura elettronica al servizio degli incubi tecnologi. E di incubi questo disco ne è pieno, partendo dall'iniziale 'Ananga-Ranga', 28 minuti che non si dimenticano facilmente, passando per "Klo Ken Phantasie", interminabili distese di pesante rumore con improvvisi sbalzi acuti e macchine impazzite, preludio per la live-song (?) 'I Lead you Towards Glorious Times' con una voce talmente in lontananza che quasi c'è il dubbio non ci sia, capace di evocare puro terrore. E' 'Slave New Desart' a concludere l'album in modo atipico; di sicuro il pezzo che potremmo definire come il più musicale del lotto, benché di musica nel senso comune del termine ne abbia comunque assai poca. E' infatti un Noise con qualche sfumatura industriale, a tratti un ritmato mantra trasfigurato dal rumore, episodio meno claustrofobico che apporta un briciolo di varietà al tutto. In conclusione, chi ha sempre considerato questo genere di cose una presa in giro, non cambierà certo idea con una ristampa, ma per tutti quelli che apprezzano il Noise più estremo invece la raccomandazione è di accaparrarsi questo disco, se hanno perso la prima occasione. E già che ci siete, recuperate anche l'ultimo dei Control, tanto per capire che Merzbow non è soltanto un grande artista, ma anche un seminale punto di riferimento per tanta altra musica di qualità. Alla faccia di chi pensa che il Noise più estremo sia musica senza possibilità di sviluppo.


Reje

Voto: 8,5

www.merzbow.net