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Definire Progressive Rock un disco come “Sakada” (che segna l’atteso ritorno sulle scene di Midnight, storico singer dei Crimson Glory, dopo 15 anni di letargo) sarebbe più che altro una soluzione di comodo, a causa della sua natura composita ed aperta alle più svariate influenze. E’ infatti notevole il rischio di avvicinarsi a questo lavoro e restare spiazzati sia dalle pesanti differenze rispetto ai contesti in cui eravamo abituati ad ascoltare Midnight che dall’eclettismo con cui viene portato avanti il tutto. “Incubus” e “War” sono gli unici episodi in cui il passato metallico riaffiora in maniera esplicita, con il resto del disco che si muove tra suggestioni orientaleggianti (“Berber Trails”) e diverse puntate in territori anni ’70 (“Cat Song”, imparentata con l’Alice Cooper dei seventies, e “Miss Katie”, che ricorda da vicino i Led Zeppelin di “Battle Of Evermore”). C’è spazio anche per la lunga coda strumentale di “Pain”, che lascia intravedere una vena psichedelica, e per la spettacolare title-track, ballata acustica impreziosita dagli inserti di flauto e dulcimer. Sonorità indubbiamente figlie di correnti assai distanti tra loro, che trovano un filo conduttore nella voce di Midnight, autore ancora una volta di una prova che, secondo il suo classico stile, riesce a suonare teatrale senza sfociare in pacchianate di alcun tipo (e non è cosa facile). Quindici anni di attesa hanno portato buoni frutti, speriamo solo che per un eventuale seguito non ne trascorrano altrettanti.
Tony Aramini
Voto:
6,5
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