MINISTRY

"Animositisomina"

(Sanctuary)

2003

1. Animosity
2. Unsung
3. Piss
4. Lockbox
5. Broken
6. The Light Pours Out Of Me
7. Shove
8. Impossible
9. Stolen
10. Leper

A quattro anni di distanza dall’ultimo album, “the dark side of the spoon”, tornano i re dell’industrial con un album che definire stupendo è…è...beh forse è un po’ esagerato. A dir la verità anche definirli re dell’industrial mi pare un po’ eccessivo, però è innegabile il fatto che costoro hanno contribuito in maniera fondamentale allo sviluppo del genere con le loro sonorità oscure, rumorose e potenti, caratterizzate da ritmiche serrate e quasi marziali. Dopo più di dieci anni trascorsi dall’uscita di Psalm 69 il loro sound ha subito notevoli cambiamenti, sia in bene che in male, mantenendo comunque gli elementi che più lo distinguevano, e quest’album ne è una prova più che esemplare. Si parte con “animosity”, che già da sola varrebbe l’acquisto del cd: la potenza espressa da questa canzone è qualcosa di disumano, la ritmica schiacciante e ossessiva fa sì che sia impossibile restarne indifferenti. Il resto dell’album però non sembra esserne all’altezza, anzi, sembra distaccarsi dalla violenza iniziale, alternando episodi un po’ più “rumorosi” con altri più melodici che a volte sembrano quasi sconfinare nel nu-metal (più “nu” che metal). Però tutto sommato questo “ammorbidimento” non è affatto spiacevole, anzi, alcune melodie sembrano essere più che azzeccate, come in “the light pours out of me” o in “shove”. Di certo i Ministry non avranno più lo smalto e le idee di una volta, ma quest’album sembra essere comunque un buon prodotto, sicuramente da evitare per chi vuole iniziare ora a conoscere questa band, ma con molti episodi che possono giustificarne un eventuale acquisto.


Asdomar

Voto: 6

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