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Quale amante del southern-rock, più becero e redneck, non posso che accogliere con grande enfasi il nuovo lavoro di una delle band storiche del genere... Stiamo parlando dei Molly Hatchet, band che trae il proprio nome dalla affascinante quanto letale prostituta vissuta nel diciassettesimo secolo, la quale finiva inevitabilmente per decapitare i propri amanti dopo l'amplesso. Una band che diede alla luce il proprio primo lavoro nel lontano 1978 (in realtà, anno in cui gli Allman Brothers erano già artisti consacrati e i Lynyrd Skynyrd già contavano su due o tre album), e che dopo alterne vicissitudini, cambi di formazione e tentativi più o meno riusciti di sperimentare nuovi sound, è ancora sulla cresta dell'onda, e grazie alla propria consolidata iconografia, fatta di un misto tra Manowar, cowboys e vichinghi vari, riesce ancora ad affascinare i fans di vecchia data, quelli più semplici e campagnoli, che si accontentano delle cose "brutte ma buone", ma anche a conquistarne alcuni di nuovi, magari attratti dalla maestosità delle immagini evocate (o forse dalle parodie fatte dai Prophilax...chissà?). Ma look a parte, sono personalmente felice di scoprire che con questo album, la band abbia fatto un tentativo per tornare sulle antiche coordinate, quelle fatte di chitarre blues, di ritmi boogie e momenti più country-bluegrass. Merito anche del ritorno in formazione dell'ex-Dave Hlubek e sicuramente del nuovo inserimento, alle quattro-corde, di uno dei membri fondatori degli Skynyrd, Tim Lindsay. Le 12 tracce si divincolano benissimo tra momenti più arrabbiati (Son of the south, Get in the game, Gone in sixty seconds) e momenti più romantici (Flames are burning, Rainbow bridge), passando per quei brani destinati a diventare veri e propri brani storici, come "Moonlight Dancing on the Bayou", "Roadhouse Boogie" e "Time keeps slipping away". Vecchi fucili, bandiere della Confederazione, baffoni all'insù, camice di flanella, predicatori di varia natura, tatuaggi col motto "Don't tread on me", sedie elettriche...tutto ciò di cui avevamo bisogno si trova contenuto in questo disco: sparate un colpo in aria a salve, quando lo acquisterete!
Matthew Hopkins
Voto:
7
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