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Questo non è il nuovo album dei francesi Morgue, bensì un "best-of" che raccoglie al suo interno la prima produzione della band (l'EP "bonecruncher", del 1999), il primo full-lenght ("artgore", del 2001) e due inediti (le ultime due tracce). I Morgue non sono una band che brilla in quanto ad originalità (ma non credo che a loro interessi), ed infatti i cliché ci sono tutti: testi a tema gore, parti di film horror e quell'attitudine che oltrepassa i limiti del demenziale (vuole essere un complimento). Le prime 12 tracce fanno parte del full-lenght e dimostrano molto chiaramente quanto la band sappia il fatto suo: discreta padronanza degli strumenti, canzoni che evitano di perdersi in inutili trame intricate e/o tecniche, per dedicarsi (riuscendoci in pieno) al classico 'wall of sound'. Le tracce che vanno da "stumps full of worms" a "delirious carnal autopsy" fanno parte dell'EP e dimostrano quanto la band, nei 2 anni successivi, sia cambiata poco o nulla. Anche la produzione (buona) è molto simile, sia per l'EP che per il full-lenght. Dato che la produzione dei Morgue è di difficile (impossibile?) reperibilità, l'acquisto, per tutti i fans del brutal-gore è consigliato.
Shub Niggurath
Voto:
s.v.
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