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Dietro lo pseudonimo Mountain Mirrors si cela la one-man-band di Jeff Sanders, eclettico musicista originario del Massachusetts. A nome del progetto, nato nel 2002, sono stati pubblicati l'ep "Voices" e il promettente full-length autoprodotto "Lunar Ecstasy" (2004), disco di non facile classificazione che mescolava in maniera originale folk, elettronica, psichedelia floydiana e riff di matrice stoner. Promessa in parte mantenuta con questo secondo lavoro omonimo -anch'esso autoprodotto e autofinanziato-, che risulta orientato verso una forma di musica più intimista e cantautorale. Bandite completamente le chitarre elettriche, è la dimensione acustica a prevalere -nonostante il disco sia stato composto con largo impiego di tecnologie digitali- : tutti i brani si fondano su una struttura di arpeggi eterei e delicati, supportata da synth, hammond e archi. Oltre a Sanders, altri musicisti prendono parte al progetto: Elad Fish alle percussioni, keyboards e piano, Guy Bar-Tor al basso, Claire Fitch al violoncello. La presenza di un maggior numero di strumenti suonati rispetto al precedente lavoro conferisce al disco un suono più caldo e corposo e alle composizioni una maggiore fluidità; le lyrics di Sanders, sospese tra il pessimismo più cupo e immagini oniriche, supportano l'andamento malinconico dei brani, che risultano nell'insieme più melodici, rifiniti e legati alla forma canzone nonostante la presenza al loro interno di parti strumentali dilatate. Brani sui quali aleggia, a volte anche troppo evidente, lo spirito di artisti quali Nick Drake, Pink Floyd, ma anche i Radiohead di "The Bends" e "Ok Computer": nomi che non a caso lo stesso Sanders cita tra le proprie influenze e fonti d'ispirazione. Ed è proprio la sensazione di già sentito a penalizzare in parte un disco che si configura da un certo punto di vista come un'occasione mancata: Sanders dà prova di talento compositivo e maturità artistica, si tratta ora di sviluppare un suono meno derivativo dal momento che ne ha i mezzi e le capacità. Del resto è proprio Sanders a concepire il progetto Mountain Mirrors come un percorso in continua evoluzione di sperimentazione e ricerca, musicale e spirituale, con la volontà di andare oltre la distinzione fra generi e di seguire l'ispirazione del momento: non resta che attendere di vedere quale sarà la sua prossima incarnazione.
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Voto:
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