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Esattamente un anno fa ho speso parole molto positive per recensire “Sacrifice”, curatissimo demo di questo sestetto romano, dicendo che non mi sarei stupito di vederli presto accasati presso una label d’importanza europea. La mia previsione si è rivelata esatta ed ecco così che, grazie all’interessamento ed al fiuto della tedesca Voice Of Life records, ci troviamo tra le mani “10 Steps 2 Your Heart”. Questa prima release è una sorta di antipasto, dal momento che i nostri entreranno a breve in studio per le registrazioni di un nuovo full lenght la cui uscita è prevista già per i primi del 2004. Metà delle dieci tracce qui presenti è composta dunque dai 5 pezzi precedentemente ascoltati su “Sacrifice”, che, va detto, meritavano sicuramente di essere pubblicati in via ufficiale, e per il giudizio sui quali vi rimando per l’appunto alla recensione del suddetto. Il tutto è arricchito da 5 ulteriori canzoni registrate dalla band poco prima della firma con la Voice Of Life, dunque frutto di sessions autoprodotte ed autofinanziate che purtroppo ne penalizzano leggermente i suoni. Ad ogni modo questo è il male minore, che già sulla prossima release sarà sopperito proprio grazie all’interesse della label, che pare voler puntare senza troppi preamboli sul combo capitolino. E, lasciatemi dire, si tratta di una scelta che condivido pienamente, perché è vero che i My Sixth Shadow suonano il cosiddetto “Love Metal”, ma riescono comunque a mostrare un’anima sufficientemente propria che li distingue dal marasma di bands fin troppo derivative, anche straniere, che affollano il mercato (un nome su tutti, i soporiferi Black Milk, Dio o chi per lui ce ne liberi e scampi), mi sembra che ciò dica tutto. Si nota inoltre con piacere un sensibile miglioramenti di quello che poteva essere l’unico piccolo difetto del demo, ossia l’uso della voce da parte del singer Dave, che nel giro di poco più di un anno pare aver fatto passi da gigante, continuando comunque ad utilizzare uno stile particolare che si propone come una delle peculiarità di questa band. A tutto questo (e non è poco) aggiungete un songwriting semplice e funzionale, che riesce a portare avanti motivi semplici, d’impatto e, soprattutto, molto catchy, senza che nulla risulti al posto sbagliato. Sembra facile, ma in realtà non è cosa da tutti. Un pezzo dall’ottimo refrain come “Intoxicate My Heart” è l’essenza di tutte le potenzialità commerciali di questa band: l’avessero scritto gli Him o i To/Die/For adesso tutti ne conosceremmo già a memoria il videoclip. Ottima anche la cover di “Rain” dei Cult, fulgido esempio di come rendere conforme al proprio stile un pezzo altrui senza infamare il ricordo della controparte originale. Se quest’anteprima aveva come scopo quello di mostrare al mondo le effettive potenzialità di questa band posso dire con sicurezza che l’obiettivo è stato pienamente centrato. Le prospettive sono ottime, il prossimo disco sarà con buone probabilità quello buono per lanciarli definitivamente nell’olimpo dei pochi gruppi nostrani in grado di tener testa a bands europee ben più blasonate. Complimenti.
Tony Aramini
Voto:
7+
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