|
1. One Day I Was Gone
2. Straight To Nowhere
3. All Is Lost
4. Liars Day
5. Prins Hendrik
6. Mary Vincent
7. Blackwing
8. Step Into The Light
9. Wrong
10. Up In The Trees
11. Tributary
12. Release
|
Il debutto di Jerome Dillon da solista si è fatto attendere in maniera quasi ossessiva: le primi voci di un side-project del batterista dei Nine Inch Nails (1999-2005) hanno cominciato a circolare alla fine del 2003, quando ormai il nuovo album dei NIN era completamente avvolto nel mistero e le luci erano tutte puntate sui Tapeworm (in cui avrebbero militato Reznor, Lohner, Ross, Keenan e Anselmo) e sugli Error. Nel 2004 si intensificarono, finchè nel 2005 si ebbe la notizia ufficiale: entro l'anno i nearLY avrebbero debuttato per la Kufala Recordings. A rallentare i tempi c'è stato di mezzo "With Teeth", diciannovesimo halo dei NIN, e relativo tour. In seguito, nel bel mezzo del tour Dillon ha accusato gravi problemi fisici, è stato ricoverato per qualche giorno e poco tempo dopo i dissapori con Reznor si sono concentrati fino alla dolorosa dipartita dal gruppo. Che poi Reznor ci abbia forse guadagnato chiamando nel suo esercito il virtuoso Josh Freese (A Perfect Circle, Stripsearch) è un altro conto, perchè comunque ai fan questi avvenimenti sono pesati parecchio. Nel debut dei NearLY la contaminazione nineinchnailsiana (periodo Fragile, ça va sans dire) è legata a pochi momenti cruciali, soprattutto in soluzioni melodiche della chitarra acustica come i giri secondari di "Straight To Nowhere" e "All Is Lost", ma la più accostabile è la strumentale "Liars Day" per tutta la sua struttura, probabilmente il pezzo migliore del disco. E' doveroso sottolineare piuttosto che "Reminder" è un album convincente e solido, sincero e molto suggestivo per le sue atmosfere cupe e dilatate, con una sua propria identità e che va a sperimentare contaminazioni rock/ambient ottenendo molto spesso ottimi risultati: ampia fetta di merito va all'idea di fondo del disco, che il nostro smilzo di 2 metri racconta di aver partorito lasciandosi ispirare da incubi avuti negli ultimi sei anni. E soundscapes potentemente pittoreschi si ritrovano in tutte le 12 tracce, con particolare menzione per "Wrong", "Up In The Trees", "Blackwing" e "Release", in cui la strumentazione gioca un ruolo primario soverchiando le parti vocali. Uniche tracce "estranee" all'introspezione e dedite a trattare temi contingenti sono "Prins Hendrik" e "Mary Vincent", che trattano della perdita dell'innocenza, ed in particolare la seconda (forse l'unica vera estranea musicalmente della raccolta) racconta di una ragazza rapita e poi stuprata all'età di 16 anni. Dietro a Reminder han lavorato ospiti di tutto riguardo, a partire da Keith Hillebrandt, amico e collaboratore dei NIN di vecchia data con cui Dillon fece qualche remix per The Fragile e che qui ha un ruolo di aiuto regista, per proseguire con la violinista Petra Haden, la cui aria di archi in apertura "One Day I Was Gone" pensa subito a impostare come alta la qualità del disco; passando poi per Greg Dulli (Afghan Whigs/Twilight Singers), vocalist in "Step Into The Light" (originalmente degli Afghan Whigs), e per finire con Claudia Sarne, voce dei 12 Rounds a cui sono affidati tutti i brani restanti non strumentali. Con grande dispiacere, il timbro vocale tremendamente sgradevole e fin troppo mascolino di quest'ultima pare essere l'unica enorme pecca dell'album, perchè senza di essa brani come "Straight To Nowhere" e "All Is Lost" sarebbero stati assai migliori. Se in passato Dillon è stato etichettato come elemento di scarsa partecipazione nella produzione di gruppo, "Reminder" smentirà ogni diceria, poiché oltre ad occuparsi della programmazione/arrangiamento/esecuzione di quasi tutte le parti strumentali (mellotron, ukulele, chitarre, basso, batteria, archi), dimostra di avere una buona inventiva e la capacità di gestire i suoi mezzi apportando al suo prodotto ottimo valore, e se ai primi ascolti "Reminder" sembrerà ostico non fatevi scoraggiare. Speriamo che i NearLY trovino i fondi per esibirsi dal vivo su più larga scala, perchè pare che sia rimasto solo più questo a mettergli i bastoni tra le ruote. Per il resto, chapeau.
gsm camera phonehow do i declaire bankrupt Tiziana Brombin
Voto:
7,5
|