|
Uno dei dischi più attesi dell’anno, successore di quell’ “A Sun That Never Sets” capace ancora una volta di stupire, è finalmente giunto nel mio stereo. Al contrario di quello che si potrebbe pensare, recensire questo album dei Neurosis è davvero una passeggiata di salute : di norma basterebbe far passare il concetto che è il primo album di pura autocitazione(ma senza dirlo esplicitamente), iniziare a sparare aggettivi ampollosi a casaccio, scrivere uno di quei deliri da critico in vena da Leopardi in calore pieno di frasi roboanti (anche a sproposito, tanto chi volete che se ne accorga?), e l’uomo campa. Sicuramente in questo momento qualche lettore sorriderà convinto che ciò che ho detto non è vero, perché lui nel disco ha trovato un minuto e mezzo di un paio di pezzi sull’ambient e cose del genere. Il problema è che i Neurosis sanno mascherare molto bene questo genere di cose : ricopiare A Sun That Never Sets e Times Of Grace sarebbe stato troppo sfacciato, hanno quindi aggiunto un qualcosa (molto poco, per altro) dai loro progetti paralleli Tibes Of Neurot piuttosto che Von Till solista (l’inizio di “A season in the sky” è emblematico in questo senso) o qualche compagno d’etichetta a caso. C’è davvero altro da dire? No, in realtà no. The public gets what the public wants si applica in questo caso anche ai Neurosis, e prima non era mai successo. Sono io il primo ad accettarlo, a gongolare per questo piccolo gioiellino, che resta uno degli album che più m’hanno emozionato in questo scorcio di duemilaquattro. Ma forse per la prima volta dai tempi di “Pain Of Mind” Von Till e soci non sono riusciti ad arrivare ad un capolavoro, limitandosi (e comunque non è poco) ad un ottimo disco. E per la prima volta non mi hanno raccontato nulla che non sapessi già. In fondo, Times Of Grace, A Sun That Never Sets e qualche gruppo della Neurot li conoscevo anche prima. Comunque, agli Hypocrisy ho perdonato “Into The Abyss”, figuriamoci se non accolgo comunque a braccia aperte questo “The Eye Of Every Storm”. Certo, mi verrebbe voglia di dire ai Neurosis che questa è l’ultima volta che da loro accetto una cosa del genere, ma non potrei giurare che riuscirei davvero a rifiutare un altro album identico, se la qualità restasse questa. Del resto, è vero che si sono limitati a replicare sé stessi, ma è altrettanto vero che nessun altro sarebbe riuscito a comporre questo “The Eye Of Every Storm”. In altri termini assai più schietti, i Neurosis sono riusciti a trasformarmi in un defender. Anche questo è indice della loro grandezza.
Reje
Voto:
8-
|