NINE INCH NAILS

"With Teeth"

(Nothing/Interscope)

2005

1. All The Love In The World
2. You Know What You Are?
3. The Collector
4. The Hand That Feeds
5. Love Is Not Enough
6. Every Day Is Exactly The Same
7. With Teeth
8. Only
9. Getting Smaller
10. Sunspots
11. The Line Begins To Blur
12. Beside You In Time
13. Right Where It Belongs
14. Home [Bonus Track Import]
15. Right Where It Belongs V.2 [Bonus Track Import]

Con i denti.
 
Con i denti questo disco non lo posso spaccare, ché buoni buoni ormai lo sono poco. E con i denti questo disco non lo posso nemmeno mangiare, ché mi taglierei a fette ogni condotto digerente. Però con i denti lo posso tollerare, se li tengo stretti, lo posso assimilare, se lo lascio scorrere dalle orecchie alle viscere. O lo posso semplicemente prendere per quello che è, come supplica d’esser preso.
 
Tre anni son passati da And All That Could Have Been e Still, ma soprattutto sei anni son passati da The Fragile, capitolo non solo chiuso ma quasi completamente superato sotto molti punti di vista. Ogni capitolo dei Nine Inch Nails è un microcosmo a sé stante, indipendente e sorprendente, una traccia evolutiva in perpetuo mutamento. Col singolo che anticipa l’uscita dell’ Halo 19, The Hand That Feeds (Interscope 18.04.2005, uscito in CINQUE versioni, sottolineo), ci si ritrova disarmati: chi diavolo sono costoro? Domanda difficile. Procediamo per punti.
 
Nuova line-up: la dipartita di Charlie Clouser (synth), Danny Lohner (basso) e Robin Finck (chitarra) sgretola brutalmente migliaia di cuoricini. Al loro rispettivo posto Alessandro Cortini, rubato non si sa se per competenze o per sorte dai collegiali Moodwheelmood, Jeordie White meglio noto prima come Twiggy Ramirez e successivamente come bassista degli A Perfect Circle, ed infine Aaron North, misterioso ultimo e definitivo dopo le avanzate ipotesi di un Richard Fortus (Guns N’Roses) e di un Mike Tempesta. La batteria resta ancorata al watusso Jerome Dillon. E manca poco che dimentico Lui, il guru dei depressi e dei presenzialisti, il genio, Trent Reznor. Gravitano ancora attorno a questo disco Dave Grohl, (che ha registrato la batteria per You Know What Yot Are?, Getting Smaller, The Line Begins To Blur) ed i trittico di fedelissimi Rob Sheridan, Leo Herrera e Alan Moulder per produzione e mixaggio.
 
Nuovo contratto: la Nothing Records fondata un paio di lustri or sono è deceduta dopo la frode del co-proprietario nonché manager e nonché grande amico di Reznor. John Malm avrebbe infatti derubato il nostro eroe di qualche milione di dollari, sicché dopo un logico licenziamento per una questione legale questa giovane label ha dovuto estinguersi. Restano un imberbe ramo della Interscope, Leaving Hope, e vecchi incrollabili diritti verso la TVT, label degli esordi. Nuovo look, nuovo artwork. Una curiosità: niente libretto nella confezione. Già. Il 3 maggio Reznor ne ha lasciato su nin.com la giustificazione: “…offrire la migliore esperienza possibile all'ascoltatore: questa è la sfida che affronto, ed ecco perchè ho fatto quello che ho fatto. (…) Rob Sheridan ed io abbiamo progettato un "poster" elettronico che potete scaricare dalla rete e che contiene tutti i credits ed i testi delle canzoni. Le performance della band muteranno, la musica cambierà…” VOV.
 
Cose da dire ce ne sarebbero ancora una marea. Ma questa endemico smaronamento è giusto finisca.
 
Dunque. Chi ha ascoltato solo il singolo e ha sgradito, sappia che si trova di fronte al “lavoro più sincero” ma soprattutto “onesto” (sic) del gruppo. Il sound è indefinibile perché su più piani differenti: ora un ritorno alle origini dell’elettro-pop anni ’80 (Only, secondo imminente singolo il cui video sarà girato dal David Fincher di APC e Fight Club), ora un pop-rock dalla facile masticatura e di sicuro successo (Every Day Is Exactly The Same, The Hand That Feeds), ora esplosioni (You Know What You Are, Getting Smaller molto rock alla Foo Fighters). Accostamenti a tutta la discografia ne rendono l’immagine generale come di un “punto della situazione”, l’espressione di un momento non transitorio né tormentato. Tuttavia proprio in relazione alla qualità del resto della discografia questo album è innegabilmente “inferiore”.
 
I quarant’anni di Reznor portati sulle spalle non certo pesano per l’intensità emotiva che alcuni brani riescono ancora a trasmettere (l’insolito intro un po’ Massive Attack di All The Love In The World, la mordace With Teeth, l’autoriverente Right Where It Belongs ma soprattutto l’impetuosa Beside You In Time valgono secondo me da sole l’acquisto del disco), eppure…perché un pezzo estrapolato da The Downward Spiral come può essere Ruiner, Mr. Self Destruct o March Of The Pigs grondava furore, sanguinava, implodeva, e adesso al secondo ascolto so già cosa succede, lo posso già cantare, indovino le rime, lo posseggo? No, questo non è furore, non è vita. E’…un dannato, mero, goloso prodotto. Qualcosa che viene dallo stereo e non dalle vene. Un disco.
 
Questo With Teeth (in origine Bleedthrough) ha una ben definita personalità, testi e motivi si riprendono man mano che la melodia si sviluppa, ma è in parte riprovevole per il suo sound, per dirla alla Depeche Mode, “for the masses” ed è sicuramente più pregiabile per la tecnica come al solito perfetta che per i contenuti effettivi. La struttura delle canzoni è regolare e piuttosto incoerente con la vena creativa che ha sempre caratterizzato questo gruppo, anche la voce sa essere più morbida e la grettezza dei tempi di Broken è sicuramente spirata per quanto si sforzi.
 
With Teeth è disponibile in – ma guarda un po’ – 3 versioni: Standard (13 brani), Dual Disc/DVD (con dolby surround 5.1, galleria fotografica, discografia interattiva e videoclip dell’ Halo 18 The Hand That Feeds), e versione vinile, con una traccia in più, Home. La versione giapponese di With Teeth gode invece di 3 bonus track: oltre a Home, un Ruff Mix di THTF e una versione alternativa di Right Where It Belongs dal sapore dolcemente Still.
 
Fiumi di parole sono stati finora qui versati con tanto contenuto ma scarsa sostanza. Buffo, più o meno come mi sento al ventesimo ascolto di With Teeth.
 
Buona digestione.


Tiziana Brombin

Voto: X

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