NOVEMBRE

"Materia"

(Peaceville )

2006

1. Verne
2. Memoria Stoica/Vetro
3. Reason
4. Aquamarine
5. Jules
6. Geppetto
7. Comedia
8. The Promise
9. Materia
10. Croma
11. Nothijngrad

I Novembre sono sempre stati un gruppo talmente eccezionale da poter essere facilmente riconosciuti sin dai primissimi istanti di ogni loro disco, pur nell’eterogeneità della loro produzione. Suonano come nessun altro, insomma, ed è vero anche per Materia, nonostante vantino una nutrita schiera di imitatori/seguaci - che però non hanno mai fatto scuola. E come avrebbero potuto, dato che in effetti non esiste uno stile Novembre, quanto piuttosto una splendida confluenza di sano rock-metal, atmosfere dark, reminiscenze blackster, spunti prog, le cui dosi i fratelli Orlando si riservano il diritto di cambiare di volta in volta in modo arbitrario. La ricetta del nuovo disco è la seguente: un bel po’ di energia rocchettara, moderato uso di stilemi dark, allergia alla forma canzone, batteria sempre molto aggressiva, un pizzico – quasi niente - di Norvegia dei ’90; poi, certo, con tutto ciò bisogna farci delle belle canzoni, e ancora non basta: serve, al suono dei Novembre, quel margine di imprecisione e ingenuità – la pronuncia un po’ approssimativa, la doppia cassa un po’ esibizionista, qualche riga di testo che fa sorridere... Se il precedente lavoro Novembrine Waltz non ne sbagliava una e si prodigava in una serie impressionante di capolavori, nemmeno Materia scherza, mentre la produzione è senz’altro la migliore che i Novembre abbiano mai avuto. Dalle 11 tracce sembra trasparire uno stato d’animo più sereno rispetto al passato, pur nel consueto abbraccio di sentimenti contrastanti e confusi; e se bisogna registrare, nel complesso, qualche calo di intensità nella struttura dei pezzi (leggi: alcuni passaggi di accordi buttati un po’ a caso), nonchè un incipit non proprio entusiasmante, presto arrivano, tutte di fila, cose come Memoria Stoica/Vetro, con ritornello catchy e break profondamente malinconico, le schitarrate raggianti di Reason, Acquamarine, in cui la voce di Carmelo svetta come mai prima e tira giù le lacrime (cosa che accade di nuovo prima della fine, nella bellissima Croma); roba che non si sente spesso in giro. Il risultato è un disco unico, a tratti profondamente emozionante, che si preannuncia fra le migliori uscite di quest'anno.


Emanuele "Maraska"

Voto: 8

Cinque anni di attesa (interrotti solo dall’interlocutorio “Dreams D’Azure”, versione ri-registrata dell’esordio “Wish I Could Dream It Again”) sono valsi la pena, per una volta: “Materia” è il ritratto di un gruppo ormai maturo e nel pieno della forma. Prosegue dunque l’evoluzione dei Novembre (ora accasati presso Peaceville) nel nome della melodia, riprendendo il discorso laddove terminava il precedente “Novembrine Waltz”, sebbene questa volta l’ispirazione sia visibilmente maggiore (e si badi che “Novembrine” era per me già un ottimo disco, penalizzato soltanto dall’essere seguito di un capolavoro come “Classica”). Si tratta sicuramente del loro lavoro più fruibile, ma malgrado ciò non vi è una palese scarnificazione del songwriting, che resta anzi molto vario e non perde un briciolo di immediatezza pur offrendo cambi di tempo, stacchi arpeggiati e qualche breve momento che richiama la furia del passato (si veda la parte iniziale di “Comedia”). Il growl è ormai sparito quasi del tutto: l’impiego pressoché totale delle clean vocals rappresenta forse la novità stilistica più importante, assieme ad un uso dell’idioma italico mai così consistente prima d’ora. Quel che resta alla fine della fiera è uno stile ormai proprio: un metal dalle atmosfere malinconiche e qualche gradevole sfumatura Wave (come ben testimoniato dalla riuscitissima cover di “The Promise” degli Arcadia) in cui non ha più senso citare vecchi mentori come Opeth e Katatonia, ormai definitivamente inglobati in una proposta dove il tocco personale frutta qualcosa che è più di una semplice somma delle parti. Menzione d’obbligo infine per la bellissima immagine di copertina, che rende “Materia” uno dei migliori prodotti dell’anno anche dal punto di vista estetico, oltre che da quello strettamente musicale: l’acquisto, inutile dirvi, è quantomeno imperativo.


Tony Aramini

Voto: 8,5

www.novembre.co.uk