OPETH

"Ghost Reveries"

(Roadrunner)

2005

1. Ghost of Perdition
2. The Baying of The Hounds
3. Beneath The Mire
4. Atonement
5. Reverie / Harlequin Forest
6. Hours of Wealth
7. The Grand Conjuration
8. Isolation Years

Da qualche disco a questa parte (tolta la piacevolissima parentesi "Damnation") gli Opeth sembrano entrati in una strada senza uscita; "Still Life", pur presentando spunti molto più che interessanti, è talmente leggero che a tratti 'nausea', "Blackwater Park" è un semplice disco non molto ispirato e "Deliverance" è un chiaro esempio di mancanza di idee (non sappiamo come variare il discorso: suoniamo estremi, dai). "Damnation" dimostra quanto gli Opeth non abbiano più nulla da dire (nel loro orticello) e "Ghost Reveries" non fa che confermare queste impressioni maturate negli anni. "Beneath The Mire" è una canzone molto brutta messa lì a caso tanto per cercare i consensi di chi si bagna le mutandine con passaggi 'progressive' ma che di progressive, in realtà, hanno ben poco, e tutto questo Mikael Akerfeldt lo sa benissimo!: "i gruppi prog di oggi pensano che suonare prog voglia dire infarcire le canzoni di passaggi tecnici e complicati; in realtà una canzone progressive deve avere spontaneità prima di tutto". Perfetto. E allora che senso ha 'l'assolo a turno' ? Davvero: per quale motivo uno che quando è uscito "Still Life" iniziava -sottovoce e con il massimo rispetto- a rompersi il cazzo dovrebbe gettare alle ortiche il proprio tempo libero nell'ascoltare l'assolo a turno? Hai fatto l'assolo di chitarra? Grazie, ora continua con la canzone, non mi fresare quel che ho di più caro con un assolo di tastiera e poi di basso e poi di ukulele e poi di organetto e poi di batteria e poi di arpa. Perché? Prima di tutto perché non siamo più adolescenti in Via Colombo ("dai, prima te, poi io e pe' urtimo Maurizio perché nun paga, quindi è giusto che ce va dopo") e, secondariamente, perché a quel punto non è più 'prog', bensì 'i metallini che ci hanno scoperto con 'Blackwater Park' blaterando sui capolavori della musica tutta comprano il disco se arriviamo a 70 minuti con questa roba'. Che poi questi miserabili sono gli stessi che dicono 'Orchid è ancora acerbo', eh. Scusate se mi sono ripetuto ma per me era molto fondamentale. In tutto questo uno è anche ridotto ad accogliere come un'oasi nel deserto l'apporto tastieristico di Per Wiber, pensa te. Il fatto è che gli Opeth dei tempi belli registravano il disco in 10 giorni, andavano in tour con i Morbid Angel ed i loro fans li ascoltavano tra un disco degli Asphyx e un altro; oggi registrano in 4 mesi e 5 location ed ai loro concerti c'è il quadruplo della gente, ma con la magliettina dell'ultimo Dream Theater. A scanso d'equivoci specifico che non ho la sindrome da 'vecchio fan deluso': non mi infastidisce constatare il 'successo' di un gruppo che anni addietro veniva ascoltato da 5 persone, anzi: ho il cuore pieno di gioia quando noto il riscontro commerciale di un gruppo che amo; dispiace notare che il valore dei loro dischi diminuisce di disco in disco. E gli Opethiani (quelli veri o quelli dell'adsl? ;-D ) possono girarla come vogliono ma tanto "in mist she was standing", da sola, vale 2 volte questo disco. Si prospettano serate didascaliche, dadaiste, psichedeliche e post-revival nel tour delle meraviglie Opeth + Burst.


Shub Niggurath

Voto: 4

www.opeth.com