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Seconda testimonianza discografica per gli Origin, autori di un Death Metal brutale sporcato di grind che arriva alla sufficienza sotto tutti i fondamentali (tecnica, produzione eccetera eccetera). Il grosso problema, al solito, è che da questo disco non esce nulla che non sia stato già detto e ripetuto da tutta la scuola americana del genere (Cannibal Corpse, figli e figliastri vari). L’immaginario che il gruppo vuole proporre (a sfondo fantascientifico) e qualche istante (mai sviluppato, purtroppo) leggermente più lento e marziale decisamente valido riescono quantomeno a sollevare il disco sino al più classico dei “se siete amanti del genere dategli un’occhiata”. Ma certo che per apprezzare sino in fondo un disco che dura meno di mezz’ora con così pochi punti vincenti, occorrono davvero gli ultra-aficionados. In ogni caso, non precludiamo a questa band qualche possibilità futura di colpire nel segno, perché le qualità sembrano esserci. Se riuscissero a sviluppare meglio quei brevi cenni che sembrano puntare verso un orizzonte migliore…
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Voto:
5,5clinica doctor galvez malaga
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