|
Come si può definire ‘progressive’ una musica basata su schemi vecchi di trenta e passa anni? La questione fu sollevata dall’intelligente Tomas Bodin (tastierista dei Flower Kings) nel corso di un’intervista da me condotta un paio d’anni fa. La soluzione, secondo lui, sarebbe guardare avanti anziché indietro, integrando influenze nuove all’interno del genere, che altrimenti rischierebbe di trasformarsi in qualcosa di sempre più fine a sé stesso: ‘regressive’, più che ‘progressive’. All’ascolto di “Free” viene da pensare che anche Kevin Moore sia della stessa opinione, dato che il secondo album degli OSI prova a staccarsi dalla vena progressive metal classicamente intesa che faceva capolino nel primo album (ottimo, ma a tratti forse un po’ troppo scolastico). A differenza del debutto, in cui il principale input creativo proveniva dal chitarrista Jim Matheos, è proprio Moore a prendere oggi le redini del songwriting, ed è probabilmente a ciò imputabile la svolta stilistica intrapresa dal gruppo. I pezzi diventano leggermente più lineari (lo stesso Portnoy disegna linee di batteria meno circensi, ma sicuramente di rara efficacia) e, anziché continuare a puntare sull’impatto chitarristico, si lasciano guidare da tastiere e sonorità elettroniche. Il risultato stupisce per freschezza e personalità, ed è una bella sorpresa, dato che spesso le joint venture di musicisti ipertecnici (segnaliamo l’ingresso di Joey Vera al basso al posto di Sean Malone) si rivelano semplici sfoghi di velleità strumentali masturbatorie. La title-track è forse l’episodio più legato al passato, trattandosi dell’unico momento in cui la parte di protagonista è affidata ai riff di chitarra, che per il resto del disco svolgono il ruolo di comprimari o, in pezzi come “Better” e “Big Wave”, si dividono equamente la scena con le tastiere. E’ possibile riscontrare qualche analogia con i Chroma Key, principalmente a causa del comune denominatore rappresentato dalla voce di Kevin Moore, ma è bene far presente che in questa sede ci troviamo di fronte a qualcosa di più immediato e, per certi versi, coraggioso. Per quanto mi riguarda, una bella boccata d’aria fresca nel suo genere.
Tony Aramini
Voto:
8
|