PAN AMERICAN

"Quiet City"

(Kranky Records)

2004

1. Begin
2. Wing
3. Shining Book
4. Inside Elevation
5. Skylight
6. Lights On Water
7. Het Volk
8. Lights Of Little Towns

Talvolta capita che, ancor prima del titolo del disco, basti guardare l'etichetta per avere una vaga idea di cosa abbiamo fra le mani: nel nostro caso, Kranky Records suggerisce al volo qualcosa di piuttosto studiato per essere rilassante ma allo stesso tempo impegnativo, "all-pervading", un avanguardistico intreccio di ambient e smorzata elettronica abbinate a strumenti classici abbastanza sperimentale (nonostante spesso non voglia apparire tale) e lanciato al futuro da essere ancora difficile da catalogare. Quiet City ha il pregio di incarnare perfettamente una sufficientemente alta aspettativa tale da rientrare in una simile casistica, non solo perchè il nome Pan American è una piccola garanzia di qualità, ma anche perchè l'ambient urbanistico ovattato che surgela l'una all'altra queste otto piccole gemme non va mai ad urtare i sensi con monotone esasperanti ritmiche, ma vaghe impressioni, accenni dalla delicatezza struggente che se da un lato riescono a cementarsi nel tempo e nella memoria, dall'altro restano esclusivi dell'istante in cui le ascolti e le vivi. Non ci leghi ricordi, le vivi sul momento "e basta", attivamente o passivamente che sia. E' soprattutto la somma di questi fattori a farne uno dei dischi salvatori del 2004, ma sarebbe stato degno di menzione a prescindere da questa fortunata coincidenza. Le parole per descrivere Quiet City sarebbero una, nessuna e centomila, e probabilmente tutte ridondanti o fuori posto, come lo è ogni parola che va a circoscrivere qualcosa che senti intensamente ma che bene ancora non riesci ad identificare. Con cui, quando sei solo, ti metti in silenzio a montare colori su colori, immagini su immagini come pezzi del Lego, construendo, abbattendo, girando, capovolgendo, fissando. E se torni coi piedi per terra buttando un occhio intorno a te, lo sai bene che se la città fosse quieta, quieta davvero, non suonerebbe mai così.


Tiziana Brombin

Voto: 7/8

www.kranky.net/artists/panamerican.html