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Se i Metallica fossero stati coerenti e ispirati, il successore di ...And Justice avrebbe potuto suonare più o meno come questo Australasia, nella mia testa almeno. Album di esordio della band di Chicago si mostra già maturo ed equilibrato: sei tracce strumentali di discendenza marcatamente post-rock, dove sono le trame chitarristiche a far da padrone, raffinate e complesse; influenze metal e prog si fanno sentire nella lunga durata dei brani e nella pesantezza dei suoni che non lesinano spigoli e tensioni, vengono in mente le più dure tirate dei Mogwai. Anche se un riff come quello di 'Drought', drammatico, sofferto e monolitico sembra rubato a qualche band metal, davvero eccitante nei suoi cambi e nelle sue reiterazioni ipnotiche e che sembra proseguire in 'Angel Tears', come se in realtà i cinquanta minuti di queste tracce non siano altro che un unico brano. La sensazione viene confermata da 'GW', come se a girare fosse sempre lo stesso plumbeo riff, e i Pelican non facciano altro che variazioni sul tema, ciò nonostante riescono a non annoiare ed anzi risultano sempre emozionanti. Unico brano a discostarsi è Untitled, acustico ed ambientale. Un album per vari palati, da scoprire.
Alex Resca
Voto:
7 abbondante
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