PIANO MAGIC

"The Troubled Sleep Of Piano Magic"

(Jagjaguwar)

2004

1. Comets

Liquidati dalla 4AD, i Piano Magic si accasano presso la spagnola Green Ufos. Robe da matti. Comunque… Questo lavoro si pone al di fuori dello spazio e del tempo, un varco d’ombra nelle tenebre della notte, ci sono sussurri che ci sommergono come in The Unwritten Law, e c’è uno sferragliare noisy che lacera un’andatura tra il marziale ed il dimesso in Speed The Road, Rush The Light, peraltro apripista uscito qualche tempo fa, impreziosito da un synth che ricorda tanto i Joy Division di Closer. I Piano Magic raccolgono un certo Indie Rock degli ultimi anni, intimista, scuro e deragliato per trasfigurarlo in una chiave più marcatamente wave. Suoni essenziali che giocano a rincorrersi fino a creare minisinfonie a volte sinuose ed avvolgenti, altre (di rado in realtà) assordanti. Infatti è il rumore del vento che ci introduce a Help Me Warm This Frozen Heart, minimale e sofferta. “I’m The Teacher’s Son” ha una melodia irresistibile, con complesse trame di chitarra e le percussioni che donano un tocco particolare, intensa e struggente. Un album che non conosce cedimenti, al massimo tre, perdonabili, episodi al di sotto della media. Canzoni capaci di emozionare, negli ultimi anni ricordo poche cose che mi abbiano prodotto effetti analoghi… I Black Heath Procession, i Calla e pochi altri. Un album che potrebbe piacere a chiunque, o quasi...


Alex Resca

Voto: 8 e 12

www.piano-magic.co.uk