PIANO MAGIC

"mort aux vaches e.p."

(Staalplaat)

2000

01. King Fisher Grass
02. Greece
03. Birds
04. Trick
05. Winter

Morte alle vacche: in francese ha persino il suo fascino, già che "vache" indica anche qualcosa di cattivo, e rimanda di conseguenza a un ché di ambiguo. Ecco, "ambiguo" è una parola che calza a pennello per questo EP: King Fisher Grass si muove a piccoli passi che si trascinano ma non sono trascinanti, deprimono senza essere deprimenti di per sé; impressioni che non legano invece con la delicata e ingenua Greece, destinata a comportarsi nella stessa maniera lasciando spazio alla fittizia voliera di Birds. Da Birds a Trick il passo risulta essere ancora incostante, ma l'evoluzione è stavolta di una bellezza significativa avendo sfiorato forse il momento più intenso di questo breve percorso musicale: Trick regala infatti avvolgenti arpeggi acustici manipolati da una batteria di facile inceppamento, sensazioni che si spegnono brutalmente per la radiofonica chiusura di Winter. Non un legato, quindi, ma una serie di fotografie accomunate solo da medesimo autore (l'inglese Glen Johnson) e macchina, come fossero colori di un unico frame. Mort Aux Vache ritaglia insomma uno spaccato post-rock di un ambient dalle suggestioni figurative difficili e forzate da ricavare per la loro vena essenzialmente sperimentale, quanto piuttosto una tinta unita, una sensazione di base e pochi dettagli. Distribuito solo in edizione limitata a 1000 copie numerate, si presenta come parentesi che ha poco da spartire con ottimi dischi come A Trick Of The Sea (1998) o The Troubled Sleep Of Piano Magic (2003), ma non per questo è da ritenersi inferiore o sgradito, anzi. Piano Magic è un mondo a sé stante, che brulica di produzioni e riesce a esprimere il suo meglio soprattutto dal vivo, lasciandosi amare aldilà di una velata monotonia che, per una volta, non ha niente a che fare con la piattezza o l'insipidità.

Tiziana Brombin

Voto: 6+

www.piano-magic.co.uk