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Dopo il loro ultimo album del 2000, Black market music, non molto apprezzato per via della mancanza di innovazioni e per l'utilizzo di stonate sonorità hip-hop, i Placebo tornano a distanza di quasi tre anni con il loro quarto episodio di pseudo-rock alternativo questa volta immerso nell'elettronica.“Sleeping with ghosts” è un ritorno che già dimostra al primo ascolto una diversità rispetto ai precedenti lavori: è puro male, amore, angoscia e perversità mischiata a tastiere e sintetizzatori, chitarre energetiche e leggermente elaborate. Ascoltando ad esempio l'intro strumentale "Bulletproof cupid", è impossibile restare fermi, viene spontanea la voglia di seguire il ritmo cattivo e malinconico che introduce questo susseguirsi di brani cresciuti e veri. Perchè i Placebo non si lasciano infastidire dallo showbiz alla Manson, preferiscono agire con semplicità, producendo una sorta di storia in musica, riuscendo con suoni elettrici e struggenti e con l'inebriante e sensuale voce di Brian Molko a "recitare" suonando e a parlare semplicemente di amore contorto, sesso e vita reale. 12 brani tutti diversi da loro, impossibili da confondere, che riescono a dare vita ad un genere particolare chiamato "Placebo". Già, perchè Brian, Stefen e Steve hanno la capacità di produrre musica non etichettata, ma puramente loro. Dal ritmo instancabile fino alla straziante agonia, dall'elettronico e voce filtrata fino ad una dolcezza nascosta, i tre londinesi riusciranno a farci commuovere ritornando alle loro origini... Pure Morning a tutti!
DyingTear
Voto:
8 e 12
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