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Di cosa stiamo parlando essenzialmente? Di doom? Di stoner? Probabilmente di rock-metal-alternative-noise-space...ma non solo! I Porn (The men of) sono tutto ciò e molto, molto altro. Sono il maleficio allo stato puro. Un cherubino riverso a terra, ritratto in tinte tipicamente caravaggesche, in uno stato di semi-incoscienza, di trance profonda, susseguente ad un coito avuto in stato di ubriacatezza totale. Ecco cosa sono, in sintesi, i Porn. Sono le menti perverse di Billy Anderson (basso, piano, organo, backing vocals; noto produttore di band del calibro di Neurosis, Mr. Bungle, Fantomas, Crisis, Sleep, Orange Goblin, Cathedral e High On Fire), Dale Crover (batteria, timpani; leggendario drummer dei primissimi Nirvana nonchè dei Melvins) e Tim Moss (chitarre, effetti e voce; ideatore del baraccone “Porn”). Tre allegri ragazzi tossici che, imbracciando i loro strumenti e roteando arti e teste nell’aria, invadono l’atmosfera di sonorità schiaccianti, granitiche, claustrofobiche, maledette; chitarre ricche di fuzz che vomitano riff primitivi e brutali. Un inno al feedback e a tutte le malattie mentali esistenti. Un disco che sprigiona ansia e sofferenza, malessere per una vita che è solo pura agonia. Le liriche sgraziate e roche di Tim Moss sono stralci di mera depravazione abbinate a momenti di riflessione solenne. Un mix esplosivo e dissacrante, musica che riporta il rock più sperimentale e oscuro ai fasti dei primi anni ’90. I Porn (The men of) sono tutto ciò e molto, molto altro. Un disco per pochi palati, ma buoni.
Matthew Hopkins
Voto:
8-
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