QUEENS OF THE STONE AGE

"Stone Age Complications"

(Interscope/Universal)

2004

1. Who Will Be The Next In Line
2. Wake Up Screaming
3. The Most Exalted Potentate Of Love
4. No One Knows (Unkle Remix)
5. Born To Hola
6. The Bronze

La febbre di spalare la neve senza badare a scansare le foglie secche avanza. Ma sui Queens Of the Stone Age è imperativo pensarci dieci volte almeno, prima di sparare. Questo perché ci piacciono assai, hanno fatto brillare la chitarra elettrica con una dose da cavalli di sensualissimi sadismi attingendo la propria carica in atmosfere desertiche e ventose irresistibili….e non è poco. Tuttavia, i clisteri di cover+remix+inediti dopo un po’ nauseano. E olezzano di vacuità. Tanto per dirla con paroloni da cattedra. L’uscita nel 2003 del singolo No One Knows, i concerti, il fantastico Songs For The Deaf e tutto quell’alone di porca-puttana-dave-grohl-e-mark-lanegan-e-troy-cazzo-e-homme-dove-lo-metti-e-olivieri?senti-che-poesia”, e quest’anno arriva questo EP in edizione limitata la cui promozione è stata pari a zero. Vediamo di sezionare andando per ordine. “Who Will Be The Next In Line”, una delle più vecchie e celebri canzoni dei Kinks datata 1965 e apparsa per la prima volta sul secondo album Kinda Kinks, si preoccupa di inaugurare l’opera. Spenta, con un Olivieri alla voce che pare in permesso ospedaliero. “Wake Up Screaming”, seconda cover, dei Subhumans. Un nome rimasto nell’ombra per i più, che ha segnato tutta la decade degli 80s. Ancora una volta Olivieri alla voce, depresso. “No One Knows (Unkle Remix) ” è un remix molto alla Signor Anderson che fa il dito all’agente Smith. Da mettere in dishcuteca con gli spruzzi dall’alto che trasparentizzano il top. Braccia al cielo, e fatevi prendere dal ritmo elettromagnetico anti tunz tunz che palesa. "The Most Exalted Potentate Of Love", cover dei Cramps. Yeah, that’s fuckin’ Aladdin rock’n’roll!! Alla fine si sente anche un Jafar che ride come il Dottor Male di Austin Powers. “Born To Hola”, inedito numero uno. Inedito per modo di dire, perché è un remake del pezzo dei Kyuss. Finalmente la chitarra inizia a miagolare, anche se non come i Queens sanno fare. Però l’umore comincia a salire con compiacimento, e ci si chiede come mai non abbiano fatto parte di un album. “The Bronze”, stesso discorso fatto per Born To Hola. Finalmente la gatta arruffa un po’ il pelo. Questi sì che cominciano ad essere i Queens, pensi tutto trullo. Peccato che poi il lettore si fermi. Però che bello. Penso che se il Mercato vuole il 22-03-2005 (che precisione) uscirà l’album nuovo di zecca dei Queens, “Lullabies to Paralyze”, e lì sì che ci sarà da sfregarsi le mani. Dopo l’omissione di Olivieri e le premure di Leeuwen, questo nuovo album vanterà della collaborazione di Chris Goss (ex-produttore dei Kyuss e chitarra/voce dei Masters Of Reality), Jesse "the devil" Hughes (Eagles Of Death Metal), Billy F. Gibbons (chitarra degli ZZ Top), Shirley Manson (voce dei Garbage) e Brody Dalle (voce e chitarra dei Distillers, nonché femme di Homme). Sul loro sito potete anche vedere nomi quali Alain Johansen e Dave Catching, il basso e la chitarra che hanno registrato la stragrande dell’album, oltre che ai già noti Joey Castillo e Mark Lanegan, al fianco di J-Ho. Accipigna, qua si sta andando da tutt’altra parte. E non s’è detta una cosa importante. Che nel 90% dei casi questo EP è visto come non ufficiale. Per concludere: un “Mah” lungo 25 minuti che si perde nella nebbia. Sciccoso il cd stampato a vinile. Per i fan col portafogli rotto.


Tiziana Brombin

Voto: 5,5

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