THE RACONTEURS

"Broken Boy Soldiers"

(XL Recordings / Third Man / V2)

2006

1. Steady, As She Goes
2. Hands
3. Broken Boy Soldier
4. Intimate Secretary
5. Together
6. Level
7. Store Bought Bones
8. Yellow Sun
9. Call It a Day
10. Blue Veins

E' vero. Quando iniziò a circolare il primo video dei Raconteurs "Stady As She Goes" -che Yos/Flux trasmetteva circa 97 volte al giorno- l'opinione che mi ero fatta del megasupergruppo poteva essere molto ben rappresentata dalla copertina di questo Broken Boy Soldiers. Non fosse che, dopo qualche mese, sono subentrati il secondo singolo "Hands" ed un altro video per "Steady As She Goes" (che li ritrae in una simpsoniana corsa di catorchi artigianali), prova che vogliono inculcarti questa canzone in testa ad ogni costo, e ci sono riusciti. Adesso è da giorni che mi sveglio canticchiandola tutto il giorno e ho bisogno di aiuto. Forse inconsciamente ho voluto consolarmi dall'ultima cagata dei White Stripes (Get Behind Me Satan), fatto sta che se ha funzionato a lenire i dolori ben venga. Ma anche senza considerarli una mera alternativa, tutto sommato Broken Boy Soldiers è un disco dalle modeste pretese e piace soprattutto per questo. Chi ha avuto la possibilità di ascoltare l'album per intero avrà notato che "Steady, As She Goes" si discosta ampiamente dai brani successivi, essendo l'unico davvero catchy e scanzonato. Questo perchè è da qui che è partito tutto: in un giorno di piena estate Brendan Benson e Jack White (White Stripes), entrambi di Detroit, han deciso di comporre una canzone e dalla felice realizzazione di questa sono stati spronati ad arruolare altri musicisti per crearsi un gruppo, scambiandosi continuamente ruolo tra chitarra e voce. Sono stati chiamati così anche Jack Lawrence (dalle file dei Greenhornes e dei Blanche) al basso e Patrick Keeler (anch'egli dai Greenhornes) alla batteria, tenendosi poi Dean Fertita (dei Waxwings) come turnista per i concerti. Avevamo ampiamente apprezzato il Brendan Benson solista (ricordiamo l'ultima fatica "Alternative To Love", 2005) e sapevamo che Jack White nonostante le ultime uscite di carreggiata non fosse un artista dalle scarse risorse, e questi Raconteurs sono un felice punto di incontro di tutte le esperienze dei membri che riesce ad emergere in un momento in cui le sonorità proposte non sono esattamente il top della moda: mentre impazza il garage rock revival dei '70, i Raconteurs procedono con un rock molto leggero e ruvido che non disdegna i '60, sia per il lato pop e sia per quello psichedelico: con le frizzanti le tastiere di "Store Bought Bones", i cori Layne Staley-style di "Call It a Day" e la beatlesiana "Together", Broken Boy Soldiers si piazza nel curriculum dei nostri come un punto di merito sebbene non apporti al mondo della musica la minima novità: voglia bastare, per una volta, la lieta sensazione che si siano trovati a suonare insieme solo per divertirsi (perchè comunque di fame non stavano morendo), e scusate se è poco.


Tiziana Brombin

Voto: 6/7

www.theraconteurs.com