RADIOHEAD

"Com Lag"

(EMI Japan)

2004

1. 2+2=5 (live)
2. Myxomatis (C. Vogel rmx)
3. I Will (Los Angeles version)
4. Paperbag Writer
5. I Am A Wicked Child
6. I Am Citizen Insane
7. Skttrbrain (four tet rmx)
8. Gagging Order
9. Fog (Again) (live)
10. Where Bluebirds Fly

Vi ricordate quando, un annetto quasi fa, in rete apparve la notizia "I Radiohead hanno deciso di pubblicare un EP in coincidenza con il loro imminente tour giapponese. Il CD, intitolato "The com lag EP", è destinato al solo mercato giapponese ma alcune copie saranno disponibili in Europa come import”?. Ebbene, queste “alcune copie” erano già fuori catalogo a maggio e ora molto difficili da trovare, nel nostro Paese. C’è bisogno di presentare i Radiohead, dopo oltre due lustri di successi e chiacchiere? Come fanno, questi quattro scoppiati oxfordiani, a unire il gelo assoluto dell’elettronica al bruciore di una vecchio sano riverbero? Chiedetelo al frontman, Thom Yorke (voce, Chitarra, Piano, eccetera eccetera), o al suo braccio destro Jonny Greenwood (chitarra, pianoforte, sinth), o a Ed O’Brien (chitarra), o a Colin Greenwood (basso), o ancora a Phil Selway (batteria). Si tratta di un lustrato digipack (piuttosto costoso oltretutto, per essere un EP che dura una mezz’ora e più, ma giustamente perché è d’importazione) contenente pezzi dal vivo, rari, remixati, b-sides infiocchettati dal video live per "2+2=5” e “Sit down, stand up" (regia di Ed Holdsworth, reduce del video “Half Of What” dei Prefuse 73, Warp Records 2003). “2+2=5”, nell’immaginario orwelliano di 1984, era il manifesto del bipensiero. Direttamente dal londinese Earl’s Court (26 novembre 2003) questo bellissimo pezzo viene eseguito con struggenza e ottima resa, fedele al risultato conquistato su “Hail To The Thief”. La contigua “Myxomatosis” getta prepotentemente le proprie fondamenta elettroniche sull’atmosfera generale del disco, per mano del re della techno sperimentale Cristian Vogel (il produttore dei Supercollider che in molti avranno avuto il piacere di conoscere all’Arezzo Wave 2004). “Paperbag Writer” è uno di quei pezzi per cui dici “Ma questi non sono i Radiohead, mi prendi per il culo”. Assieme allo splendido e vorticoso bloom elettronico di “Where The Bluebirds Fly” è b-side del singolo di There There, primo estratto dall’ultimo album “Hail To the Thief”, e non c’entra assolutamente nulla con l’omonima canzone dei Beatles. Innumerevoli i salti di genere, riferendosi soprattutto dalla depressiva ballata country-folk (che brutto definire così) “I Am A Wicked Child” e al duetto con una corista in “I will”, che riporta alla mente i Campi Elisi di “Pyramid Song” (andatela a cercare su Kid A, se non la conoscete). E poi arriva il remix dei Four Tet”, minimali e proverbiali chirurghi elefantini in un negozio di cristalli, per “Skttrbrain”, uno dei pezzi più istericamente delicati. “Gagging Order” aiuta a staccare dalla precedente, con la sua semplice chitarra acustica e voce, in cui sembra la seconda ad accompagnare la prima. Lascia il tempo per predisporre l’animo alla breve ma intensa “Fog” e cede il passo al digitale per chiudere il sipario. Definendo in parole spicciole questo lavoro: viscerale e artificiale nello stesso tempo. “I Might Be Wrong” nella sua bellezza non aveva saziato ogni appetito di live, ed ogni ulteriore commento al talento preziosissimo di questo gruppo è sciocco. Eppure questa puzza di trovatona commerciale, così ben studiata ed escogitata non va via. Ma allora a cosa dovrei cedere, al sentimento o alla ragione?


Tiziana Brombin

Voto: 7

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